Expo 2015 / Opportunità per ong e società civile

All’Esposizione universale si sentiranno le proposte innovative dei contadini che garantiscono gran parte della produzione agricola mondiale. Diranno la loro sulla produzione agricola e sull’accesso al cibo. Sapremo ascoltarli?

L’avvicinarsi dell’Esposizione universale del 2015 a Milano, che si terrà da maggio a ottobre, obbliga tutti i soggetti a occuparsi anche dei contenuti e a mettere finalmente sul piatto le diverse soluzioni per garantire cibo per tutti.

Dal sito ufficiale di Expo 2015, emerge chiaramente come l’approccio al tema “Nutrire il pianeta, energia per la vita” sia fondato sui diversi metodi produttivi che potranno garantire sicurezza alimentare all’umanità. Non sembra esserci la volontà di dare risposte o indirizzi politici ma piuttosto di fornire spunti di approfondimento e buone pratiche. È vero infatti che fino ad oggi poco è stato detto proprio sulle sfide globali e le opportunità da cogliere per garantire cibo per tutti, sostenibilità ambientale e mantenimento della biodiversità, così come il rispetto dei diritti umani.

Eppure in questo contesto sono tanti gli attori che si stanno muovendo sui temi di Expo 2015. Uno spazio importante potrebbe essere giocato dalla società civile nazionale e internazionale, poiché questa Expo è la prima che contempla tali soggetti come “partecipanti non ufficiali”. È anche grazie a questa apertura inedita che Milano si è aggiudicata l’Expo rispetto alle altre città in lizza. Nel progetto iniziale infatti non si parlava solo di innovazioni tecnologiche e architetture avveniristiche ma anche di comunità, persone e popoli davanti alla sfida universale del diritto al cibo.

L’innovazione di questa Expo potrebbe essere una innovazione sociale più che tecnologica, fatta di discussioni e proposte concrete derivanti dall’incontro di soggetti che quotidianamente si scontrano con la necessità di accedere al diritto al cibo e alle risorse di base per la sopravvivenza e la creazione di sviluppo. Si pensi ai contadini e produttori agricoli che ad oggi garantiscono il 70% della produzione agricola mondiale e che da diversi anni stanno provando a rappresentare nuovi modelli di agricoltura basati sulla sovranità alimentare e sulla produzione agro-ecologica. Se anche queste voci potessero emergere nel semestre espositivo, l’eredità di Expo 2015 non sarebbe solo nuovi palazzi e linee di metrò, ma anche una legacy culturale per la cittadinanza milanese e italiana in generale. (…)

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