Sahara Occidentale
Sabato scorso, in occasione dell'anniversario dagli Accordi Tripartiti di Madrid, la comunità sahrawi in Spagna e la rete di solidarietà internazionale con il Sahara Occidentale sono scese per le strade della capitale spagnola per chiedere di nuovo l'autodeterminazione e il rispetto dei propri diritti.

“Marocco colpevole, Spagna complice” è stato uno fra gli slogan più scanditi nel corso della manifestazione che si è tenuta sabato 14 novembre a Madrid, organizzata dalla comunità sahrawi in Spagna e dalla rete di solidarietà internazionale con il Sahara Occidentale. Nello stesso giorno, 40 anni fa, a Madrid veniva firmato un accordo segreto con il quale la Spagna si liberava della sua colonia africana, cedendola al Marocco e alla Mauritania contro la volontà dei sahrawi. Quell’accordo aveva dato il via all’occupazione militare del Sahara Occidentale da parte di Rabat, costringendo alla fuga decine di migliaia di profughi sahrawi nella vicina Algeria e dando inizio alla resistenza armata del Fronte Polisario.

L’ambiguità occidentale
Da quel tragico 14 novembre 1975 la Spagna è sempre rimasta in buoni rapporti col Marocco, anche dopo il mancato impegno marocchino di dare attuazione al referendum per l’autodeterminazione siglato con i sharawi in un accordo di pace del 1991.
Non senza amarezza è stata sottolineata, nel corso della conferenza europea di coordinamento della solidarietà con il popolo sahrawi (Eucoco), tenuta a Madrid il 13 e 14 novembre, l’ambiguità della comunità internazionale di fronte al terrorismo. Il conflitto del Sahara Occidentale viene tutt’ora lasciato irrisolto, e questo accade con la complicità di Spagna e Francia che sono i due paesi europei maggiormente colpiti dal terrorismo islamico.
Nonostante gli attentati di Parigi del giorno prima, la manifestazione in programma ha comunque avuto luogo nel cuore di Madrid, contando la partecipazione di circa 10,000 persone. A conclusione dell’evento è stato dedicato un minuto di silenzio non solo alle vittime di Parigi, ma anche a tutte quelle degli attacchi degli ultimi tempi in diverse parti del mondo, ed è stato ricordato che gli sahrawi non hanno mai fatto uso del terrorismo per liberare la propria terra.

Stanchi di aspettare
Nel suo intervento, il leader del Polisario Mohamed Abdelaziz ha rivendicato la coerenza dell’impegno preso a suo tempo dai sahrawi con l’Onu per un via pacifica all’autodeterminazione. Nessuna minaccia dunque di ripresa della guerra, ma durante la manifestazione è apparsa evidente l’impazienza dei giovani sahrawi per una soluzione dopo 40 anni di attesa. Vogliono tornare nella patria che non hanno mai conosciuto, e accusano le imprese europee di farsi complici dello sfruttamento delle risorse naturali nei territori occupati.
Il dramma del Sahara Occidentale si sta consumando nell’assordante silenzio anche di Parigi, capitale dei diritti umani e al tempo stesso strenua oppositrice, con la minaccia di veto, di una risoluzione del Consilio di sicurezza Onu che permetta lo svolgimento del referendum a lungo promesso e mai realizzato.

Nelle foto alcuni momenti della manifestazione di sabato 14 novembre a Madrid in Spagna.