Armi

Stime prudenti parlano di almeno 100 milioni di armi leggere in Africa. Molte arrivate illegalmente. Alcuni stati africani cercano di bloccare tali commerci, ma questi si sviluppano nei modi più svariati sia con partite di armi nuove, sia attraverso il grande mercato dell’usato.

Anche se è difficile avere cifre veramente attendibili, si calcola che in Africa vi siano circa 100 milioni di armi leggere, in particolare nell’area del Corno, tra cui la Somalia, Etiopia, Sudan meridionale, nell’Africa centrale e in molte zone dell’Africa occidentale.

In alcuni paesi, i famigerati kalashnikov AK-47 possono essere acquistati per poco al pubblico mercato, al prezzo di un sacco di farina o di un pollo. Secondo il rapporto Small Arms Survey 2007, il prezzo in Africa è variato da 12 a 500 dollari tra il 1986 e il 2005, con oscillazioni dovute alla presenza di tensioni e di conflitti.

È sul mercato clandestino, infatti, che si trova l’AK47, in parte proveniente dagli immensi arsenali dell’ex Patto di Varsavia, in parte prodotto negli anni più recenti da molte industrie, tra cui alcune cinesi (Norinco Type 56). Le munizioni per queste armi provengono spesso da Iran, Sudan e Cina.

Anche tra le pistole vi è vasto assortimento: si va dalle MAB PA-15 della francese Manufacture d’Armes di Bayonne, alle austriache Glock sino alle italiane Beretta. Le Nazioni Unite (attraverso embarghi) e anche alcuni stati africani (con accordi di area) cercano di bloccare tali commerci, ma i traffici clandestini operano nei modi più svariati sia con partite di armi nuove, sia attraverso il grande mercato dell’usato.

Infatti, non di rado esse provengono da arsenali residui di conflitti ormai finiti, oppure da altri in atto in zone confinanti, a volte dalle stesse forze di sicurezza che, pur dovendole custodire, le vendono o addirittura le affittano. Non vanno dimenticate forniture a opera di governi simpatizzanti con le forze ribelli e antagoniste del vicino, né – come detto – da importazioni esterne all’Africa stessa.

Esempi di vendita di armi a opera di membri delle forze armate o della polizia, che riforniscono il mercato clandestino, si sono verificati in Burkina Faso e in Nigeria. Non è raro che opposti governi sostengano forze ribelli nello stato avversario, fornendo loro armi e aiuti di mercenari (come nel caso del Burkina Faso e della Costa d’Avorio nel 2011). Da ricordare anche le forniture di armi di Gheddafi ai terroristi di Abu Nidal o all’Ira irlandese.

Chi sono i trafficanti?
Non è facile distinguere chi (…)

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