Rd Congo verso le elezioni
Di passaggio da Bruxelles per chiedere sostegno per l’organizzazione del voto di dicembre, una delegazione della Conferenza episcopale ha indicato le tappe che dovrebbero portare alle urne.

Una delegazione dei vescovi congolesi, condotta dal presidente della Conferenza episcopale (Cenco) mons. Marcel Utembi e dal vescovo coadiutore di Kinshasa, mons. Fridolin Ambongo, si è intrattenuta lo scorso 15 marzo a Bruxelles con le autorità belghe ed europee. Nei prossimi giorni si recherà in Canada.

L’obiettivo è di ottenere sostegni economici per poter accogliere degli osservatori internazionali delle elezioni previste nel dicembre di quest’anno. E l’ambizione è di poter collocare osservatori in due terzi dei 90 mila seggi di voto. La Cenco è molto attenta alle differenti tappe della tabella di marcia verso le elezioni: una delle più attese è l’annuncio delle candidature il 23 giugno prossimo.

Anche se la situazione rimane tesa in molte regioni e anche se il ministro dell’interno, Shadary Ramazani, ha dichiarato che il voto potrebbe scivolare al 2019, il segretario generale della Cenco, padre Donation Mahole, ritiene sia ancora possibile arrivare al voto nei tempi previsti: «Abbiamo a che fare con la politica. E ci sono più banchi di prova da superare. Bene ha fatto il presidente della Commissione elettorale nazionale indipendente (Ceni) a ribadire che si sta andando decisi verso le elezioni».

Ma la Cenco vuole garanzie per rassicurare la popolazione sul fatto che le elezioni si svolgeranno davvero. Tra queste garanzie, padre Nshole menziona un piano di erogazione dei fondi della Ceni e una perizia internazionale sulle tecnologie (costruite in Corea del Sud) del voto elettronico, che si teme possano favorire frodi. Infatti, secondo Nshole, la mancanza di fiducia in questo strumento apre la strada alla contestazione dei risultati del voto.

Un’altra garanzia è richiesta allo schieramento del presidente Kabila: che esprima una candidatura diversa da quella del presidente uscente, il cui mandato è scaduto il 19 dicembre 2016. E a questo proposito, i vescovi si riuniranno in sessione ordinaria a fine giugno-inizio luglio per valutare la situazione.

Mobilitazione

Si tratta inoltre di capire se la sospensione della manifestazioni da parte del Comitato laico di coordinamento-Clc (dopo la repressione subita in gennaio e febbraio) non rischi di affievolire la pressione sul potere… Secondo Nshole, il Clc ha intenzione di andare fino in fondo «nella giusta direzione» e la sospensione in atto fa parte della strategia.

Il calendario elettorale contiene alcuni indicatori significativi. Il 26 marzo è una data piuttosto importante: il ministero dell’Interno dovrebbe pubblicare la lista dei partiti autorizzati a partecipare alle elezioni politiche, presidenziali e ammnistrative. All’inizio di aprile, il parlamento dovrebbe votare la legge sulla ripartizione dei seggi dell’assemblea nazionale.

Nei prossimi giorni, i vescovi comunicheranno in che modo desiderano che la popolazione rimanga mobilitata intorno a queste date. E nello stesso tempo la Cenco rimane all’erta. Secondo padre Clément Makiobo, segretario esecutivo della Commissione giustizia e pace, il moltiplicarsi dei partiti, orchestrato dal potere in campo, potrebbe complicare il quadro. C’è poi sempre il rischio che i conflitti in atto nell’Ituri, nel Kasaï e nel Tanganyika possano essere invocati dal governo per rinviare il voto. Padre Nshole ricorda che con un tale pretesto è stata ritardata, nel Kasaï, l’iscrizione alle liste elettorali.