La società civile non molla
Raccolta di firme e pressione sui parlamentari e gli amministratori locali. Giornata di mobilitazione perché governo e parlamento rinuncino a spendere 10 miliardi di euro per 90 cacciabombardieri.

Quei cacciabombardieri non si devono acquistare. È questa la parola d’ordine che caratterizzerà il 25 febbraio, giornata nazionale di mobilitazione contro gli F-35, promossa da Rete Italiana per il Disarmo, Tavola della pace e Sbilanciamoci.

Il ministro della difesa, ammiraglio Giampaolo di Paola, ha infatti deciso di confermare l’acquisto di 90 cacciabombardieri nucleari F-35, che costa circa 115 milioni di euro al pezzo. L’ipotesi iniziale era di acquistarne 131…

Le organizzazioni promotrici chiedono dunque alle associazioni e ai singoli cittadini di fare pressione sul parlamento perché valuti questa scelta e faccia marcia indietro. Spiega Flavio Lotti, coordinatore nazionale della Tavola della Pace: «Per l’acquisto di queste micidiali armi da guerra si spenderanno 10 miliardi di euro, ai quali se ne dovranno aggiungere almeno altri 30 per la gestione. Si tratta di una scelta irresponsabile mentre si costringono milioni di italiani a fare enormi sacrifici e mancano i soldi per la polizia, la giustizia, la protezione civile, la scuola, la lotta alla povertà e per gli enti locali».

La giornata di mobilitazione si articolerà in tre direzioni. In ogni realtà si organizzerà una raccolta di firme; si chiederà al proprio consiglio comunale e/o provinciale di votare una mozione contro l’acquisto degli F-35; ci si rivolgerà ai parlamentari eletti nel proprio territorio perché annuncino il proprio voto contrario agli F-35.

Per approfondire: Spese disarmanti