Terrorismo
Dopo l’attacco biologico sventato lo scorso 4 maggio, a Nairobi cresce la paura che il sedicente Stato Islamico possa fare proselitismo fra i terroristi somali al-Shabaab e creare nuove basi nel paese.

La minaccia terroristica in Kenya resta viva e, oltre ai terroristi somali al-Shabaab, il paese potrebbe essere anche nel mirino di formazioni legate al sedicente Stato Islamico (IS).
Il 4 maggio scorso, nel corso di una conferenza stampa, il capo della polizia kenyana, Joseph Boinnet, ha annunciato d’aver sventato un complotto per realizzare un attacco biologico «su larga scala» con antrace, organizzato da «una rete terroristica dell’Africa orientale legata all’IS».
In manette sono finiti Mohamed Abdi Ali, medico tirocinante impiegato in un ospedale nel distretto di Makueni (a sudest di Nairobi), la moglie, Nuseiba Mohamed Haji e una sua amica, Fatuma Mohamed Hanshi, arrestate a Kampala, in Uganda, dove studiavano all’università. Altri due uomini, Ahmed Hish e Farah Dagane, anche loro medici tirocinanti, sono ricercati. La polizia offre una ricompensa di 20.000 dollari per chi darà informazioni utili alla loro cattura.

Un altro Westgate Mall
Il ruolo di Ali sarebbe stato principalmente quello di aiutare le nuove reclute ad unirsi ai combattenti dell’IS in Siria e in Libia. Le forze di sicurezza ritengono che “la rete terroristica legata ad Ali, fosse impegnata nella radicalizzazione attiva e nel reclutamento di studenti universitari e di altri giovani in Kenya”. Inoltre “i sospetti stavano progettando attacchi su larga scala simili a quello al Westgate Mall e la rete comprenderebbe anche medici esperti, con i quali avrebbero pianificato di scatenare un attacco biologico in Kenya usando antrace”. Le forze di sicurezza non hanno però fornito prove del ritrovamento della sostanza chimica, né dell’appartenenza dei cinque al gruppo Stato islamico. La notizia va, dunque, presa con cautela.

IS corteggia al-Shabaab
Qualcosa, comunque, si sta muovendo. Nella vicina Somalia, la leadership del movimento jihadista al-Shabaab resiste ancora alle pressioni dell’IS che chiede loro di abbandonare il legame con al-Qaida e per ora solo poche fazioni hanno “cambiato cappello”. Una di queste è un gruppo che si definisce Jahba East Africa che ha annunciato di recente la propria affiliazione all’IS, sostenendo di disporre di cellule operative in Kenya, Somalia, Tanzania ed Uganda. Visto il temporaneo fallimento nella penetrazione in Somalia, il movimento terrorista arrivato dal Nord potrebbe dunque avere interesse nel creare delle basi in Kenya. A conferma di questo, la notizia dell’arresto, due mesi fa, di quattro kenyani che tentavano di recarsi in Libia per unirsi ai combattenti dell’IS, seguendo le orme di almeno una ventina di altri loro connazionali.

Nella foto Mohammed Abdi Ali, Nuseiba Mohammed Haji e Fatuma Mohammed Hanshi, i tre terroristi arrestati in Kenya lo scorso 4 maggio. (Fonte: Bbc)