Conferenza internazionale / Risoluti entusiasmi

Delegazioni di mezzo mondo per sostenere la causa sahrawi, si sono riunite lo scorso aprile (19-21) nel campo rifugiati di Smara e ad Algeri. Il diario di quelle giornate.

Appuntamento all’aeroporto internazionale di Algeri alle 16.00, con oltre 60 delegazioni di donne arrivate da tutto il mondo per partecipare alla terza “Conferenza internazionale sul diritto alla resistenza della donna sahrawi” che si tiene nel campo rifugiati sahrawi di Smara, vicino a Tindouf. Per motivi di sicurezza non viene consegnato un programma, mi adeguo alle esigenze e aspetto. Cominciano ad arrivare le delegazioni: Spagna, Tunisia, Egitto, Namibia, Brasile, Olanda, Sudafrica, ben rappresentata l’America latina, con Argentina, Venezuela, Cile, Cuba e naturalmente l’Italia. Un gran vociare e il grande entusiasmo di tante donne motivate, agguerrite e pronte ad affrontare un viaggio difficile e faticoso.

Al tramonto saliamo sull’aereo militare (non ci sono solo donne, sebbene siano la maggioranza, ci sono anche uomini a sostenere la causa!), niente cinture di sicurezza, un’illuminazione bassissima, solo due finestrini per riuscire a vedere gli ultimi spicchi di panorama prima del buio della notte. Dopo due ore e mezzo di volo, con un rumore assordante dei motori da non poter permettere di parlare, atterriamo all’aeroporto di Tindouf in pieno Sahara.

I militari e la polizia algerini ci scortano fino al posto di blocco dell’esercito sahrawi: siamo ufficialmente entrati nel territorio sotto l’amministrazione della Repubblica araba democratica sahrawi (Rasd). Il convoglio avanza verso il campo “27 febbraio”. Dopo qualche tempo, luci fioche in lontananza ci anticipano che stiamo arrivando. Nel campo tutti siamo ospitati nelle case dei rifugiati.

Il mattino seguente si parte presto per il campo di Smara. Mentre sono ancora in macchina e aspetto il mio turno per scendere, sento un boato di voci e canti, mi avvio per capire cosa succede e vedo, lungo l’unica strada del campo che porta alla sede della conferenza, due file infinite ai lati della strada di bambini, donne e uomini che ci salutano cantando, sventolando le bandiere cercano di stringere le nostre mani, più avanziamo e più i soldati faticano a mantenere le persone ai lati della strada. Un’accoglienza inaspettata, cerco di guadagnare la testa del corteo e mi accorgo che in prima fila c’è l’argentina Nora de Cortiñas una delle Madres de Plaza de Mayo invitata dall’associazione delle donne sahrawi, effettivamente a 83 anni la persona giusta al posto giusto!

Il corteo delle delegazioni, costituito da oltre 135 persone, arriva finalmente nella sala della conferenza gremita di donne sahrawi con i veli colorati che le contraddistinguono, curiose di incontrare persone arrivate da tanto lontano per sostenere la loro causa. La sala è piena di mani alzate che agitano bandiere, mostrano le foto dei martiri, dei prigionieri e dei “desaparecidos” sahrawi. Il clima è di vera festa.

 

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