La denuncia in un rapporto
Lo chiede l’organizzazione Amnesty International in un rapporto che documenta sgomberi di massa e demolizioni illegali che hanno lasciato migliaia di persone senza casa nella capitale. (Nella foto: immagine satellitare di N’Djamena che evidenzia le demolizioni).

‘Case distrutte, vite distrutte’. E’ significativo il titolo che Amnesty International ha dato al suo nuovo rapporto, diffuso oggi e realizzato nell’ambito della Campagna globale ‘Io pretendo dignità‘. Una denuncia circostanziata che riguarda la portata delle demolizioni eseguite nella capitale del Ciad, N’Djamena: oltre 3.700 in 385 giorni tra il gennaio 2008 e il gennaio 2009.
Demolizioni autorizzate direttamente dal presidente, Idriss Deby con un decreto del febbraio 2008 che stabiliva l’abbattimento di strutture ed edifici ‘costruiti illegalmente’. Abbattimenti che, come evidenzia il rapporto – in molti casi “sono stati eseguiti secondo modalità in contrasto con le norme internazionali e con le stesse leggi del Ciad”. Non solo.
La maggior parte delle famiglie sono state buttate fuori dalle proprie case senza essere state prima consultate dalle autorità locali, con un preavviso “scarso se non addirittura nullo” e senza ottenere una sistemazione alternativa né un risarcimento. “Alcune famiglie – si legge ancora nel rapporto – hanno subito lo sgombero forzato nonostante i tribunali si fossero pronunciati in senso contrario”.
L’organizzazione chiede quindi al governo ciadiano di introdurre al più presto una moratoria sugli sgomberi di massa e la garanzia che tutte le vittime ottengano, non solo una sistemazione alternativa e aiuti di emergenza, ma anche la possibilità di accedere alla giustizia per avere un risarcimento.