Ambiente e Terrorismo
I crimini legati all’ambiente gestiscono un traffico di 213 miliardi di dollari e finanziano i gruppi terroristici in Africa minacciando la sicurezza e lo sviluppo in molti paesi. Il nuovo rapporto delle Nazioni Unite e dell’Interpol.

Secondo un rapporto pubblicato martedì a Nairobi dal Programma per l’ambiente delle Nazioni Unite (Unep) e dall’Interpol, la criminalità ambientale sta finanziando attività criminose e terroristiche, minacciando lo sviluppo globale, in particolare quello del continente africano.

Nella relazione intitolata “The Environmental Crime Crisis”, si dice che la criminalità ambientale  gestisce un traffico pari a 213 milioni di dollari. Vengono descritte nel dettaglio le modalità attraverso cui il commercio illegale di carbone, legname, minerali e il bracconaggio, finanzino i gruppi terroristici e criminali che minacciano la sicurezza e lo sviluppo di molti paesi.

Il documento è stato pubblicato durante la prima Assemblea delle Nazioni Unite per l’ambiente (Unea) a Nairobi, dove la lotta alla criminalità ambientale è stato il tema principale all’ordine del giorno.

Il direttore esecutivo dei Servizi di Polizia dell’Interpol, Jean-Michel Louboutin, ha dichiarato che «le organizzazioni criminali transnazionali stanno facendo enormi profitti sfruttando le nostre risorse naturali per alimentare le loro attività illecite, minacciando la stabilità e lo sviluppo futuro di alcune delle regioni più povere del mondo».

I gruppi terroristici che operano in Africa orientale fanno decine di milioni di dollari ogni anno grazie a queste attività. Uno di questi (di cui la relazione non fa il nome) guadagnerebbe tra i 38 e i 56 milioni all’anno solamente dal commercio illegale di carbone.

Il reddito primario dei terroristi che operano in questa regione dell’Africa (ma anche in RdCongo e Centrafrica) sembra provenire dalla tassazione illegale ai posti di blocco e nei porti.

In totale, milizie e gruppi terroristici dei paesi in cui sono in corso conflitti o di quelli limitrofi, possono guadagnare dai 111 ai 289 milioni di dollari all’anno dalla loro partecipazione nel commercio di carbone illegale.

Altri gruppi beneficiano del commercio illegale di fauna selvatica e prodotti del legno e si pensa che guadagnino tra i 4 e i 12,2 milioni dollari ogni anno. In particolare per il commercio di avorio.

L’avorio fornisce reddito ai miliziani nella Repubblica democratica del Congo e della Repubblica Centrafricana, ma anche alle bande a cavallo che operano in Sudan, Ciad e Niger.

La criminalità forestale invece ha un valore stimato tra 30 e 100 miliardi di dollari all’anno, ovvero tra il 10 il 30% del commercio totale di legname a livello mondiale.

Anche se la relazione non ha menzionato i nomi dei gruppi terroristici interessati, gli ultimi eventi avvenuti in Kenya fanno puntare il dito verso i ribelli islamici di Al-Shabaab con base in Somalia, che hanno ucciso centinaia di keniani negli attacchi degli ultimi giorni, secondo quanto afferma il quotidiano Keniano Daily Nation.