Dopo sentenza Tar / Ordinanze a rischio
Il Tar ha bocciato un’ordinanza del sindaco di Selvazzano Dentro (Padova) che vietava l’elemosina per ragioni di “decoro” e di “sicurezza”. Ora, se anche la Corte costituzionale si esprimerà sulla dubbia costituzionalità di un articolo del “decreto Maroni” che ha ampliato i poteri dei sindaci, potrebbero decadere decine di ordinanze simili.

Lo scorso 19 novembre, il sindaco di Selvazzano Dentro, un Comune all’immediata periferia di Padova, ha emesso una ordinanza che vietava l’elemosina. Nelle settimane successive una associazione che difende i diritti dei più deboli, in collaborazione con alcuni cittadini di Selvazzano e con un avvocato, hanno presentato un ricorso al Tar (Tribunale amministrativo regionale) chiedendo la sospensione di tale provvedimento.

 

Il Tar, in data 4 marzo 2010, ha accolto tale ricorso e ha ribadito che l’ordinamento vigente non consente la repressione della mendicità che si risolve in una semplice richiesta di aiuto e che l’interesse pubblico appare sufficientemente salvaguardato dalle norme nazionali che sanzionano la mendicità invasiva connessa a comportamenti illeciti o all’impiego di minori. Il Tar ha espresso anche dubbi sulla legittimità costituzionale di uno specifico articolo del “decreto Maroni” (5 agosto 2008) dove viene prevista la possibilità, per il sindaco, di adottare ordinanze prive del carattere della contingibilità e dell’urgenza.

 

La questione diventa ora di interesse nazionale. L’eventuale decisione positiva della Corte costituzionale potrebbe far decadere decine di ordinanze, emesse da tanti sindaci in prevalenza del Nord-Italia, costruite tutte intorno a concetti come il “decoro” e la “sicurezza” ma calpestando valori costituzionali come l’uguaglianza dei diritti e la dignità delle persone, in particolare delle più deboli e indifese.

 

«Al di là degli aspetti giuridici  e dell’uso strumentale che della questione ne fanno molti politici – sostiene Gianni Tognana, cittadino di Padova, impegnato in questa battaglia – credo sia importante sottolineare una questione, che a molti appare ovvia  ma che forse è meglio ribadire: si tratta di combattere la miseria e la povertà, offrendo alle persone una possibilità di riscatto, non di punire i poveri per la loro condizione».

 

E continua: «Sono sicuro che le tante organizzazioni sociali che operano nel territorio padovano, di ispirazione cristiana e non, condividono questa impostazione. Tutti possiamo fare qualcosa. Per esempio, quando incontriamo una persona che ci chiede la carità possiamo orientarla ai servizi disponibili sul territorio» A tale riguardo il comune di Padova ha realizzato la guida “Un aiuto concreto a chi è per strada” che può essere scaricata dal sito www.padovanet.it.

 

Conclude Tognana: «È più decoroso un comune dove si invita una persona in difficoltà ad andare alle cucine popolari per un pasto caldo, un sorriso e una doccia o dove i vigili la bloccano per una multa, quasi si trattasse di un’auto in sosta vietata? Sono fiducioso che, se guardiamo dentro noi stessi con autenticità e liberandoci dei tanti slogan e pregiudizi che si sono depositati in questi anni, possiamo trovare la risposta».