Ramadan / Islam
Tra il 18 e il 19 giugno in tutto il mondo islamico è iniziato il mese del Ramadan. Un periodo speciale per i musulmani che richiede tanto sacrificio e perseveranza. Anche per i fedeli africani il quali però vivono dinamiche particolari e devono dunque affrontare diverse difficoltà.

Da giovedì 18 giugno (alcuni paesi però hanno cominciato il 19) il mondo musulmano vive al ritmo del Ramadan, il digiuno sacro. Il Ramadan è uno dei pilastri dell’islam. Per un mese intero (29 giorni esattamente, il tempo di una luna), i fedeli musulmani si astengono dal bere e dal mangiare dall’alba al crepuscolo.

Ramadan, dunque, mese di pazienza e di perseveranza, in cui anche i fedeli musulmani africani, e della diaspora e del mondo intero. Sono chiamati a osservare il digiuno. Il ramadan è il 9° mese del calendario lunare (calendario dell’Egira) in cui ogni musulmano, dalla pubertà, cosciente e in buona salute, è chiamato ad astenersi dal cibo e bevande e da ogni rapporto sessuale dall’alba al crepuscolo. Dall’obbligo del digiuno sono esentati i bambini, le persone ammalate, le donne incinte o che allattano e le donne che hanno le mestruazioni (temporaneamente). Esenti in maniera assoluta le persone anziane.

In Africa, la durata giornaliera del digiuno è evidentemente più corta che in Occidente dove le giornate, in questa stagione dell’anno, sono più lunghe e soleggiate. Un esempio: in Canada le giornate sono lunghe e propizie alla disidratazione accelerata. E quest’anno, poi, le statistiche ci dicono che il ramadan ha le giornate più lunghe da una trentina d’anni a questa parte. I primi giorni, infatti, iniziano alle 3.40 circa e finiscono alle 21.36, il che fa 18 ore di privazione di bevande e cibo.

Completamente diversa la dinamica del ramadan in Africa, dove il ramadan è l’occasione per ritrovarsi, il periodo in cui si rinsaldano legami amicali e famigliari. È anche il periodo dei… piatti speciali. I pasti, per rompere il digiuno la sera, sono presi collettivamente e anche le preghiere sono fatte in assemblea. In questo periodo si invitano i conoscenti a festeggiare insieme la fine del digiuno giornaliero. Le abitudini quotidiane vengono stravolte per lasciare spazio alla dinamica del Ramadan. Numerosi sono anche in Occidente i musulmani che intendono perpetuare questa tradizione del rompere il digiuno, invitando amici e conoscenti. Nella maggior parte delle moschee, in questo tempo di Ramadan vengono organizzate insieme la fine del digiuno e la preghiera comunitaria.

Ma il mese di Ramadan è anche quello che fa lievitare i prezzi delle derrate alimentari più richieste, cioè zucchero, datteri, latte, i prodotti più utilizzati per rompere il digiuno. I commercianti ne approfittano per accrescere considerevolmente le loro cifre d’affari.

Quanto può costare il rompere il digiuno serale? In un paese come il Senegal, per esempio, si comperano datteri, pesce, riso…il che comporta una spesa supplementare (quasi raddoppiata nel periodo) per tante famiglie. Le strade dei paesi e dei quartieri cittadini, normalmente molto animate, sono quasi vuote. Solo i bambini giocano a calcio.

Quello del Ramadan è il mese dell’anno più sentito e partecipato dalla comunità musulmana: preghiera, digiuno, elemosina…lo caratterizzano. Ma soprattutto dà una nuova carica di entusiasmo all’identità di quel miliardo di fratelli musulmani (in grande crescita numerica) che nel mondo professano l’Unicità del Dio di Abramo. 

Nella foto sopra credenti musulmani pregano per il Ramadan ad Abidjan in Costa d’Avorio. (Fonte: Afp/Getty)