RIVOLUZIONI SMARRITE – DOSSIER SETTEMBRE 2019

I social network hanno un ruolo crescente nella comunicazione, ma per dare continuità ai movimenti rimane decisiva la società civile organizzata.

La connettività internet della sponda sud è stata tardiva, ma ha conosciuto uno sviluppo rapido. Le rivolte popolari del 2011 sono state l’occasione per celebrare il ruolo dei social network, e questo aspetto ha certamente contribuito a nutrire gli equivoci attorno a quegli eventi. Possiamo comunque affermare che al momento delle rivolte la società civile è, pur tra difficoltà e contraddizioni, presente in tutti i paesi. I social network si appoggiano dunque a una rete preesistente, quella delle associazioni e delle loro pratiche di comunicazione e sopravvivenza. Da questo punto di vista gli attivisti nordafricani hanno una lunga esperienza nel far fronte alle “disconnessioni” che il potere esercita da sempre sulle loro comunicazioni.

Non a caso il passaparola, principale strumento di comunicazione nella società tradizionale, ribattezzato poi in epoca di modernizzazione in radio-trottoir (“radio-marciapiede”), è servito a bypassare la censura e la sospensione delle comunicazioni digitali. Tradizione e digitale si sono dunque…

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