Comboniani, cambio al vertice
Eletto Padre Tesfaye Tadesse, 46 anni, etiopico, già membro dell’ultimo consiglio dell’istituto. Una scelta che dimostra la volontà dei comboniani di mantenere la linea di continuità con la precedente amministrazione, ma è anche un segnale della mutata geografia di composizione dell’istituto.

È l’ora dell’Africa per l’istituto dei missionari comboniani, che per la prima volta nella loro storia hanno eletto un superiore generale africano. Padre Tesfaye Tadesse, 46 anni etiopico, è stato votato oggi quasi all’unanimità dai delegati dell’istituto, riuniti in assemblea capitolare nella sede generalizia dell’istituto, a Roma.

Padre Tesfaye non è nuovo nell’esperienza di governo. È stato in passato superiore provinciale dei comboniani in Etiopia e negli ultimi sei anni assistente nel consiglio generale dell’istituto, guidato fino ad ora dal padre messicano Enrique Sánchez. La elezione a superiore generale di padre Tesfaye dimostra la volontà dei membri dell’istituto di voler mantenere una linea di continuità con la precedente amministrazione e al tempo stesso il desidero di dare un segnale di cambiamento in risposta alla mutata geografia della composizione dei membri dell’istituto. La maggioranza delle vocazioni comboniane proviene dal continente africano, fenomeno in contrasto con la diminuzione di vocazioni in America e soprattutto in Europa dove si concentra il maggior numero di confratelli anziani e ammalati. «L’elezione di un superiore generale africano – sostiene padre Tesfaye – è un passo nella realizzazione del sogno di Comboni di salvare l’Africa».  Ed è anche un incoraggiamento ai confratelli più giovani nel continente che possono trovare in lui un referente più vicino a loro nell’impegno missionario e nel cammino di appropriazione del carisma comboniano secondo le caratteristiche culturali africane.

Padre Tesfaye proviene dall’Etiopia, un paese di antichissima tradizione cristiana dove preponderante è la chiesa ortodossa. Come sente la sua nomina in rapporto alle sue origini? «La Chiesa cattolica in Etiopia è una presenza molto piccola, attorno all’1% della popolazione. Considero la mia elezione come una sfida alla Chiesa locale minoritaria, perché abbandoni la tentazione di ripiegamento su se stessa e si apra alla dimensione missionaria universale.

Come si sente personalmente davanti a questo incarico? «Mi sento grato per la fiducia accreditatami dai miei confratelli e li ringrazio. Al tempo stesso mi sento piccolo pensando ai comboniani che testimoniano il vangelo in paesi in guerra, nelle periferie della sofferenza umana e impegnati nella difesa dei poveri e dei diritti umani. Ma non mi sento solo: so che potrò contare sulla collaborazione dei confratelli nell’adempimento del compito affidatomi e in particolare dei 4 membri dell’istituto che faranno parte del consiglio generale». Membri che sono stati eletti in giornata e che sono l’italiano padre Pietro Ciuciulla, attualmente provinciale del Ciad, il messicano padre Rogelio Bustos, il portoghese Jeremias dos Santos Martins, provinciale del Sudafrica e fratel Alberto Lamana, della Spagna.

Nella foto, a destra, padre Tesfaye Tadesse, neo generale dell’istituto dei missionari comboniani, con il suo predecessore, Enrique Sanchez