PAROLE DEL SUD – FEBBRAIO 2018
Comboniani Brasile

Vi racconto una storia per tornare a credere nella politica. Simara è una giovane signora che vive da trent’anni a São Paulo; nata nel nordest povero, si è aggiunta, adolescente, alla schiera dei migranti interni. Come missionario, l’ho conosciuta in periferia negli anni ’90. Insieme ci impegnavamo nella difesa dei diritti di bambini e adolescenti con poche opportunità di vita, e nel movimento popolare per il diritto alla casa.

La periferia est di São Paulo è tra le più povere, disordinate e violente. La maggior parte delle famiglie vive in affitto, in favelas o quartieri precari e con pochissimi spazi comunitari. Lei si impegnava perché la gente avesse una casa… e ne sognava una anche per sé!

L’ho incontrata di nuovo ieri sera: è stato difficile trovare un tavolino in un bar tranquillo, nel caotico formicolare della gente del suo quartiere. Abbiamo riassunto vent’anni di vita in poche ore di dialogo.

Da tempo Simara fa parte di un Mutirão. È il principio di organizzazione del Movimento in difesa dell’abitazione popolare. In alcuni casi, occupano aree abbandonate della periferia urbana, rivendicando la funzione sociale di queste terre perché si trasformino in spazi abitati, con dignità, dalle classi più povere.

Nel caso di Simara, il Movimento ha messo insieme 400 famiglie in cerca di casa e ha fatto con loro una scommessa: hanno raccolto soldi in parti uguali tra tutti, per riscattare un terreno sufficientemente grande per tutte le famiglie. E con il titolo di proprietà in mano, hanno iniziato a fare pressione sul governo per ottenere un finanziamento per costruire abitazioni popolari.

Abitualmente governo e Movimento stipulano accordi per risolvere il problema endemico della casa nella megalopoli di São Paulo: con denaro pubblico si finanziano materiali, professionisti e microimprese locali di costruzione civile. La gente ci mette il lavoro volontario organizzato, tutti i fine settimana per anni.

La costruzione del nuovo quartiere di Simara prevede 8 palazzi con 400 appartamenti. Il metodo è quello dell’autogestione: un’associazione formale degli abitanti del futuro quartiere realizza assemblee quindicinali con la consulenza del Movimento, di ingegneri, architetti e sociologi (perché Mutirão è anche costruzione di relazioni interpersonali, di regole di convivenza e di lavoro comunitario).

Si organizzano in 16 squadre, responsabili per il controllo delle presenze della gente nelle assemblee e nel lavoro settimanale, l’acquisto dei materiali, l’accompagnamento dei tecnici, i contratti con le microimprese, le attività ricreative con i bambini e adolescenti durante l’orario di lavoro dei genitori, ecc.

L’etimologia di Mutirão viene dalla lingua indigena tupi: “mettere le mani giunte, lavorare insieme”. Questa “religione” delle mani giunte mostra speranza dal basso! Immaginatevi la difficoltà di organizzare 400 famiglie per costruire insieme un intero quartiere! Eppure le case sono quasi pronte, e gli occhi di Simara ieri sera brillavano di orgoglio.

Possiamo pensare alla politica come la serie di negoziazioni con cui persone, con interessi tanto diversi e a volte antagonisti, possono costruire e dividere pacificamente uno stesso spazio. Il Mutirão di Simara ci fa credere di nuovo nella politica.

Mutirão
Mobilitazione collettiva per l’aiuto reciproco, di carattere gratuito, specialmente tra contadini, in occasione della preparazione della terra o del raccolto. Per analogia, qualsiasi organizzazione di persone, collettiva e gratuita, per un servizio a beneficio dell’intera comunità.

Movimento in difesa dell’abitazione popolare
La União Nacional por Moradia Popular, insieme al Movimento dos Trabalhadores Sem Teto, sono oggi in Brasile tra i movimenti sociali più attivi e politicamente lucidi. Lavorano intensamente nell’organizzazione sociale delle classi più povere per il superamento dell’individualismo consumista tipico della cultura urbana.