Sudafrica
La segregazione razziale ha lasciato una pesante eredità nella nazione arcobaleno. La discriminazione sulla base dell’appartenenza a una “razza” continua ad essere un problema serio. Lo rileva anche l’African National Congress che ha sconfitto il regime dell’apartheid.

Nonostante il regime dell’apartheid in Sudafrica sia stato ufficialmente abolito nel 1994, il razzismo affligge ancora il paese e la “razza” continua in buona misura a determinare la condizione sociale dei suoi cittadini, come testimonia il divario esistente tra i ricchi, quasi tutti bianchi, e i poveri, quasi tutti neri.

Sebbene il problema non sia più istituzionale, è ancora ben lungi dall’essere risolto. La discriminazione razziale è ancora fortemente diffusa nella società sudafricana e la settimana scorsa lo ha rimarcato l’African National Congress (Anc), partito al potere e simbolo del Sudafrica post apartheid.

L’Anc ha inviato una petizione alla Commissione nazionale per i diritti umani (Sahrc) che da tempo sta monitorando il persistere del problema. La Sahrc ha espresso il suo apprezzamento si è impegnata ad indagare e a rispondere.

I dati, del resto, non sono affatto rassicuranti dopo vent’anni di democrazia. Almeno il 10% delle violazioni dei diritti umani, segnalate tra il 2012 e il 2014 in Sudafrica, sono legate alla disuguaglianza. E nel solo biennio 2013-2014, ben il 53% degli esposti riguardanti questa materia riguardavano episodi di discriminazione razziale.

La Commissione, lo scorso 4 gennaio, si è formalmente impegnata a indagare su tutti i casi di violazioni di diritti umani sottoposti alla sua attenzione e ha invitato i sudafricani a denunciare eventuali episodi. In poco più di un mese, i suoi uffici dislocati nelle ove province del paese, hanno ricevuto più di 200 segnalazioni di discriminazione razziale.

La Sahrc ha anche deciso di dedicare le celebrazioni del ventennale della sua istituzione, che si terranno il 14 marzo e il 15 marzo, proprio al tema del razzismo. Tra gli eventi è prevista una conferenza con l’intento di creare una piattaforma di comune impegno con il governo, il settore privato e la società civile per aprire un dialogo costruttivo su come affrontare il razzismo. Dal dibattito, dovrebbe scaturire una dichiarazione e un piano d’azione per dare una risposta sociale al preoccupante fenomeno.

Le ultime attività svolte dal gruppo di controllo sudafricano dei diritti umani per arginare il problema del razzismo sembrano avere sensibilizzato la popolazione, tanto che lo scorso gennaio in tutto il paese si è registrata una maggiore attenzione, testimoniata anche dall’elevato numero di commenti sull’argomento scambiati sui social media.