Come operatore dell’Alto commissariato della Nazioni Unite per i rifugiati per circa trent’anni, l’autore ha avuto modo di conoscere alcuni paesi africani (Somalia, Rd Congo, Angola, Camerun, Sudafrica) e di valutarne le diverse dinamiche sociali e politiche. Queste pagine di memorie sono piuttosto autocentrate, nel senso che il vissuto personale prevale sulla lettura analitica del contesto in cui Bordin si è trovato a lavorare. Tra le righe gli echi di una generazione che ancora pensava di poter cambiare il mondo.

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