INCONTRI E VOLTI – OTTOBRE 2018
Alex Zanotelli

Da parecchi anni, noi missionari comboniani dedichiamo una parte dell’estate all’organizzazione di campi di impegno e di riflessione rivolti ai giovani. Quest’anno abbiamo deciso di focalizzare uno dei campi su un paese della Calabria, Riace, che riteniamo stia vivendo un’esperienza estremamente significativa.

Ci siamo immersi in questa realtà dal 1° al 9 agosto insieme a una decina di giovani e la prima sera abbiamo incontrato il sindaco, Mimmo Lucano, per farci raccontare come è riuscito a trasformare un problema in una opportunità, cioè a mettere in pratica un modello di accoglienza diffusa e integrazione dei rifugiati e dei migranti che è, nel contempo, un’occasione di rinascita di Riace. Oggi ci vivono 1700 calabresi che hanno accolto circa 600 persone in fuga da vari paesi dell’Africa e dal Medioriente.

Il sindaco ci ha parlato dei molti ostacoli politici e delle vicissitudini personali che ha dovuto superare per portare avanti questo sogno. E si è soffermato anche su alcune sue figure di riferimento, tra queste mons. Giancarlo Maria Bregantini, arcivescovo di Campobasso Boiano e Natale Bianchi, prete antimafie sospeso a divinis.

Vent’anni fa, non era ancora sindaco: «Tanti calabresi erano emigrati e Riace stava diventando un paese fantasma. Quando nel 1998 ho visto i rifugiati curdi arrivare sulle coste ioniche, mi sono reso conto che non sapevano dove andare, li ho invitati a Riace e ho chiesto ai riacesi rimasti se potevo usare le loro case abbandonate. Hanno acconsentito e così è cominciato rifiorire tutto». In seguito è stato eletto sindaco ed è nato Riace multietnico e multiculturale di oggi.

Possiamo definire il sogno di Mimmo Lucano il “sogno di una nuova umanità”. E ci ha fatto vedere come si vanno a prendere i sogni. Infatti ai primi di agosto ha deciso di avviare un digiuno ad oltranza per chiedere alle istituzioni di non boicottare Riace. E noi, i giovani per primi, abbiamo deciso di digiunare con Mimmo che si è seduto in piazza, la fascia da sindaco appesa al muro, tutt’intorno tanti concittadini partecipi e anche tanti bambini che giocavano. Rivolto alla prefettura di Reggio Calabria e al Viminale, lo scopo del digiuno era di sbloccare i fondi dovuti al comune di Riace per le sue attività di accoglienza. Fondi bloccati da minuzie procedurali.

Tutti noi, oltre a digiunare, abbiamo spinto perché venisse trasmesso dal servizio pubblico Rai il film Tutto il mondo è paese di Beppe Fiorello. Se, infatti, la Rai si decidesse, l’opinione pubblica capirebbe meglio che cosa sta accadendo a Riace… Abbiamo poi ottenuto l’appoggio a Riace da parte di altri sindaci dell’area e tentato di incontrare, senza successo, il sindaco di Reggio Calabria. Una parte dei fondi si è poi sbloccata, ma rimane l’avversione del ministro degli interni Salvini.

Sono stati nove giorni straordinari, in particolare per i giovani che si sono sentiti ispirati da questo uomo e dal suo sogno. Ed è nata un’amicizia profonda con la gente di Riace, Quello che dobbiamo fare ora è mantenere viva l’attenzione sull’esperienza di Riace, che è la prova provata che i migranti sono una risorsa e possono far rivivere tanti paesi abbandonati: una risorsa che bisogna saper accogliere.

Mimmo Lucano
60 anni, sindaco al terzo mandato, insegnante di laboratorio di chimica in aspettativa, il suo modello di accoglienza dei migranti, che ha rivitalizzato l’economia e il tessuto sociale di Riace, è conosciuto a livello internazionale. È stato lui stesso migrante a Torino e a Roma. Il regista Wim Wenders ha ambientato a Riace il suo cortometraggio Il volo (2010).