Mohamed Shahin “uomo del dialogo” che ha solo espresso un’opinione
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Video appello del vescovo di Pinerolo contro l’arresto e il decreto di espulsione dell’imam di Torino
Mohamed Shahin un “uomo del dialogo” che ha solo espresso un’opinione
28 Novembre 2025
Articolo di Redazione
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“Mi sembra strano, e assurdo, che Shahin rischi di essere espulso per delle opinioni espresse”. In un accorato video-messaggio contro l’arresto e il decreto di espulsione nei confronti dell’imam della moschea Taiba di via Saluzzo a Torino, Mohamed Shahin, il vescovo di Pinerolo e presidente della Commissione CEI per l’ecumenismo e il dialogo, mons. Derio Olivero, ricorda che “Shahin è da 20 anni nel nostro paese, ha sempre lavorato con serietà, è incensurato e da imam posso testimoniare che ha sempre lavorato per il dialogo e per la collaborazione”.

“In Italia c’è libertà di opinione – aggiunge ancora Olivero – non possiamo condannare una persona semplicemente per le opinioni espresse”.  

Il riferimento è a dichiarazioni fatte il 9 ottobre scorso durante una manifestazione a sostegno del popolo palestinese a Torino in cui avrebbe definito “resistenza” l’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023. Dichiarazioni peraltro in seguito ritrattate con un comunicato congiunto firmato anche dai rappresentanti delle diverse comunità religiose torinesi (cattolici, valdesi, ebrei e musulmani) contro l’intolleranza e per la pace.

Ma tanto è bastato al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi per disporne l’arresto e il trasferimento nel CPR di Caltanisetta, in attesa della successiva espulsione in Egitto, dove rischia carcere e torture, essendo un noto dissidente del regime di al-Sisi. Nel paese nordafricano è inoltre in vigore, e viene praticata, la pena di morte. Shahin a Torino ha una moglie e due figli, nati in Italia.

Il provvedimento del ministero ha innescato un’ampia mobilitazione di gruppi della società civile, del mondo sindacale, di associazioni come ANPI, delle opposizioni politiche e, appunto, anche di esponenti di varie religioni, riunite nella Rete torinese del dialogo cristiano-islamico – di cui mons. Olivero fa parte – che in una lettera al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ricorda, tra l’altro, che “la moschea di via Saluzzo è sempre stata aperta e collaborativa, ospitando iniziative che hanno coinvolto tutte le comunità, laiche e religiose, testimoniando concretamente e giorno dopo giorno l’impegno sincero della sua direzione, dell’imam e di tutti i fedeli nel senso del rispetto delle leggi, della pace e della cooperazione civile e interculturale”.

 

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