Circa 220 migranti e rifugiati sono annegati negli ultimi giorni al largo delle coste della Libia, portando il numero stimato dei morti nel Mediterraneo a oltre 1.000 dall’inizio dell’anno, secondo le testimonianze dei sopravvissuti. Lo ha annunciato ieri l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR) che ha chiesto «un’azione internazionale urgente per rafforzare gli sforzi di salvataggio in mare».

La Guardia costiera libica, secondo l’UNHCR, ha intercettato e riportato a terra oltre 8.000 migranti e rifugiati dall’inizio del 2018. I guardacoste si sono detti molto preoccupati per l’aumento del numero dei gommoni usati dai trafficanti – che non sono in grado di trasportare l’alto numero di persone che vi vengono stipate – e delle richieste di soccorso che stanno ricevendo.

Il ministero dell’Interno italiano intanto ha fornito ieri i dati relativi agli arrivi, che si confermano in drastico calo.
Sono 16.228 i migranti e i richiedenti asilo arrivati in Italia dal primo gennaio 2018 al 21 giugno, il 77,44% in meno rispetto allo stesso periodo del 2017.
Di questi la maggior parte (11.288) provengono dalle coste libiche. Anche questo un dato che segnala una consistente flessione (dell’83,67%) rispetto al 2017.

Dal primo giugno 2.789 migranti e rifugiati sono arrivati via mare. In base alle nazionalità dichiarate al momento dell’arrivo, citate in una tabella del dipartimento di Pubblica sicurezza, in Italia sono sbarcati soprattutto cittadini tunisini (2.946), seguiti da eritrei (2.507), sudanesi (1.373), nigeriani (1.127), ivoriani (1.001), maliani (873), guineani (727), iracheni (605), pachistani (527) e algerini (496). Per una parte dei rimanenti 4.046 migranti sono ancora in corso le attività di identificazione.  (Agenzia Nova)