Il Senato boccia la direttiva europea
Poteva essere una sorta di “sanatoria permanente”. La norma contenuta nel disegno di legge comunitaria, in questi giorni al Senato, avrebbe aperto la strada per la regolarizzazione, ai migranti che avessero denunciato il proprio datore di lavoro. Nonostante il voto favorevole in commissione, la maggioranza ha bocciato in aula il provvedimento.

Un permesso di soggiorno a chi denuncia il datore di lavoro. È quanto poteva essere stabilito, fino a ieri, dalla legge comunitaria, all’esame, in questi giorni, del Senato.
I senatori hanno deciso di stralciare l’art. 48 del provvedimento che allargava, appunto, a tutte le tipologie di lavoro, i benefici che oggi sono concessi ai lavoratori sottoposti a particolari condizioni di sfruttamento. Un permesso di soggiorno provvisorio per la durata del tempo necessario a trovare un lavoro: sei mesi.
A poche settimane dai fatti di Rosarno, il parlamento non sembra dunque voler seguire la strada della stretta su tutti i datori di lavoro che impiegano lavoratori stranieri irregolari, siano sfruttatori o meno.

L’articolo stralciato conteneva la delega al governo per l’attuazione di una direttiva europea, relativa, appunto, alle sanzioni e ai provvedimenti nei confronti di chi impieghi alle proprie dipendenze cittadini stranieri in condizioni di soggiorno irregolare. Le novità contenute nel testo avrebbero introdotto una sorta di regolarizzazione permanente. Una porta sempre aperta per chi si dovesse trovare in Italia irregolare, ma con un lavoro. Stessa sorte avrebbbe incontrato anche il datore di lavoro che si fosse autodenunciato. In questo modo avrebbe potuto evitare, versando i contributi arretrati, le sanzioni penali previste dalla legge.

Nonostante la sanatoria per colf e badanti abbia, se non altro nelle intenzioni, messo al riparo da sanzioni famiglie e anziani, il capogruppo del Popolo delle Libertà al Senato, Maurizio Gasparri, ha comunque gelato il voto favorevole della maggioranza in Commissione, annunciando in aula il no del gruppo. «Riteniamo opportuno non varare l’articolo 48, ma legiferare su tutta la materia in termini generali» ha detto Gasparri che ha tenuto a sottolineare come una sanatoria così formulata non rientri nei piani della maggioranza.

Intanto da Reggio Calabria, il Consiglio dei Ministri dà il via libera al piano per contrastare il lavoro sommerso nell’edilizia e nell’agricoltura. Controlli in 20 mila aziende di Campania, Puglia, Calabria e Sicilia. Quasi 2 milioni di euro stanziati per l’operazione, un’operazione che giunge proprio in un momento di crisi per i lavoratori stagionali. Il calo dei prezzi degli agrumi ha fatto sì che molti, soprattutto migranti irregolari, si trovassero senza lavoro. Una grande quantità di manodopera “scomoda”, che ha già fatto esplodere la sua rabbia proprio a Rosarno e Castel Volturno.