Migranti e razzismo
Reagisce la società civile veronese di fronte al montare di atteggiamenti xenofobi e violenti, istigati da gruppuscoli neonazisti, contro migranti e richiedenti asilo. E chiede ai singoli cittadini e ai partiti politici di schierarsi per una valutazione dialogante e razionale del fenomeno migratorio. Un appello nel segno di san Zeno, il vescovo nero del IV secolo d.C., patrono della città.

Per essere la vigilia di Natale, non tira una bella aria per i migranti che vivono a Verona. E dunque una decina di associazioni della società civile attive nella città scaligera (Arci, Asgi – Associazione studi giuridici immigrazione, Centro pastorale immigrati, Cesaim – Centro salute immigrati, Cestim – Centro studi immigrazione, Cgil, Emmaus, Movimento Nonviolento, Nigrizia, Pax Christi, Progettomondo Mlal) hanno lanciato oggi un appello al quale hanno prontamente aderito un’altra cinquantina di associazioni.

Questo cartello, che si definisce “Verona che dialoga”, chiede ai veronesi di prendere posizione contro il clima di razzismo e di violenza, fomentato da gruppi della destra estrema, che si è creato nelle ultime settimane in particolare in due centri della provincia. E invita la cittadinanza a evitare le semplificazioni e gli allarmi, e a mantenere toni dialoganti su un fenomeno epocale che va capito e governato.

Ecco il testo dell’appello, introdotto da un lascito di Martin Luther King: “Non ho paura della violenza dei malvagi, ma del silenzio degli onesti”.

«Quando si invocano, e si attuano, ronde e barricate contro i migranti e si invita la popolazione ad uscire in strada “per difendere le donne dall’orda in arrivo”, quando si minacciano gli artigiani locali accusati di “collaborazionismo” o si propone di “suonare il clacson quando si incontra un immigrato per fargli capire che è indesiderato” … significa che si è oltrepassato il limite.

Un legittimo e civile confronto, anche con opinioni diametralmente opposte, sul fenomeno migratorio presente sul territorio, è cosa ben diversa dall’uso e la giustificazione della violenza, del razzismo, della xenofobia. Alcuni recenti episodi di roghi avvenuti nella provincia veronese (lo striscione sull’accoglienza bruciato a Pescantina, e poi l’incendio dei bancali a ridosso del capannone destinato all’accoglienza a Bovolone), hanno il sapore tetro e sinistro delle azioni punitive delle squadracce fasciste che avvenivano negli anni Venti del secolo scorso.

Il movimento montante contro l’arrivo dei migranti è capeggiato da un gruppo di professionisti della protesta di piazza che si fa chiamare “Verona ai veronesi”. Sigla antistorica. Sappiamo tutti che Verona è tale solo perché frutto di mescolanze e ibridi storici. Fondata dai Romani, è stata poi teatro di conquiste e dominazioni d’ogni tipo: dai Veneziani ai Francesi, dagli Spagnoli agli Austriaci. Come tutte le culture anche quella veneta è cresciuta grazie alle contaminazioni. In fondo siamo tutti dei “bastardi”. Il purosangue veronese non esiste da millenni.

Ma al di là del fatto culturale, c’è da dire che dietro la sigla si nascondono, nemmeno tanto velatamente, personaggi della destra estrema, in odore di fascismo e persino nazismo. Lo sanno bene le forze dell’ordine chiamate a controllare e reprimere episodi di illegalità.

Ci stupiamo che settori importanti sia dell’imprenditoria che della politica locale, non abbiano ancora preso le distanze da gruppuscoli di questo tipo, e stiano invece lentamente scivolando verso un dirupo molto pericoloso. Passare dalla violenza contro i simboli alla violenza sulle persone, il passo è breve. La storia è piena di precipitazioni repentine dalla farsa alla tragedia.

Il fenomeno migratorio che arriva in Europa è un fatto storico, e durerà ancora per decenni. Lo si può giudicare come si vuole, ma nessun muro, nessuna barricata, nessun filo spinato lo fermerà. L’unica cosa saggia da fare è cercare di governarlo qui da noi, e nel contempo cercare di rimuovere le cause all’origine (dalle guerre fino alle variazioni climatiche). Ma intanto c’è da attrezzarsi oggi per non trovarsi impreparati domani.

Le attuali leggi come la Bossi-Fini sono evidentemente inadeguate e superate. E anche le normative per l’accoglienza e la distribuzione sul territorio possono e debbono essere migliorate.

In una situazione così delicata e fragile la cosa peggiore da fare è quella di esacerbare gli animi, soffiare sul fuoco, aizzare la piazza.

La cosa saggia da fare è invece favorire un dialogo tra tutti i soggetti interessati: istituzioni nazionali (governo e prefettura), istituzioni locali (regione e comuni), residenti e migranti. Le realtà come le associazioni o le chiese possono svolgere il ruolo di mediatori e facilitatori per affrontare e superare eventuali conflitti di interesse che inevitabilmente possono nascere.

Da parte nostra, come associazioni della società civile, siamo disponibili da subito al dialogo e al confronto. Saremo anche intransigenti nel denunciare penalmente chi si rendesse responsabile di reati violenti (anche in base alla Legge Mancino per discriminazione, odio o violenza per motivi razziali o etnici). Poiché molte istigazioni all’odio stanno avvenendo, purtroppo, sotto l’effige della bandiera con il Leone di San Marco (con la parola Pax) chiediamo ai veneti democratici che in essa si riconoscono di dissociarsi esplicitamente dai gruppi di facinorosi razzisti».

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Le adesioni fino ad oggi

Aned – Associazione nazionale ex deportati nei campi nazisti

Arci Verona

Associazione Aquiloni Onlus

Associazione per la Pace

Associazione per la pace tra i popoli

Associazione Rurale italiana

Azione Cattolica della Parrocchia di S. Giuseppe fuori le mura

Azione Cattolica di Verona

Azione nonviolenta – rivista

Banca Etica Verona – Gruppo di Iniziativa Territoriale

Centro Missionario Diocesano

Centro Pastorale Immigrati

Centro per i Diritti del Malato e per il Diritto alla Salute

Cesaim – Centro Salute Immigrati

Cestim – Centro Studi Immigrazione

Cgil – Verona

Cisl – Verona

Combonifem – rivista

Comitato Festival del Cinema Africano di Verona

Comitato veronese per le iniziative di pace

Comunità cristiana di base La porta

Comunità dei giovani

Comunità della Madonnina – San Giov. Lupatoto

Cooperativa SOS Casa

Coordinamento Libera Verona

Cross onlus – Caprino (VR)

Diritti per le nostre strade

Emergency – gruppo di Verona

Emmaus – Comunità di Villafranca

Fondazione Nigrizia dei missionari comboniani

Gap – Gruppo d’acquisto popolare

Gea Onlus – Associazione di educazione ambientale

Give Me 5 – Associazione culturale

Hermete Soc. Coop. Sociale Onlus

Il Filo di Arianna

Il Melograno – Centro informazione maternità e nascita

Il sorriso di Ilham

Isolina e …

La Casa per gli Immigrati – Cooperativa sociale onlus

La Fenice Onlus

La Fraternità

Le Fate onlus

La Genovesa – Cooperativa sociale

Legambiente – Circolo di Legnago

Legambiente – Verona

Le Rondini – Soc. Coop.

Lieviti

Mag – Società Mutua per l’Autogestione

Movimento Consumatori – Sezione di Verona

Movimento Nonviolento

Multiforme onlus – Fittà di Soave (VR)

Nigrizia – rivista

Onebridge to Idomeni

Ponti Onlus – Associazione interculturale

Orchestra Giovanile Veronese

Pax Christi

PM – Il piccolo missionario

Progettomondo Mlal

Radici in Movimento – Roverchiara (VR)

Rete degli studenti medi

Rete Radiè Resch

Ripresa Responsabile

Sulle Orme onlus

Uil – Verona

Unione Italiana nel Mondo

Veronetta129 – Associazione culturale