Rapporto FAO 2018

La fame nel mondo è cresciuta nel 2017, per il terzo anno consecutivo, tornando ai livelli di dieci anni fa, con una persona affamata ogni nove. Lo denuncia State of Food Security and Nutrition in the World 2018, la relazione annuale congiunta della FAO (l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura) e di quattro altre agenzie dell’Onu responsabili di tali questioni.

Diciotto anni fa, le Nazioni Unite si erano prefisse l’obiettivo di sradicare la fame nel mondo entro il 2030, ma questo obiettivo si sta allontanando rapidamente, soprattutto, avverte la FAO, a causa dei cambiamenti climatici e dei conflitti.

A livello globale quasi 821 milioni di persone hanno sofferto la fame lo scorso anno, 17 milioni in più rispetto agli 804 milioni del 2016. Nel complesso i bambini interessati sono 151 milioni e per loro l’unico progresso registrato è che il numero di bimbi che soffrono di arresto della crescita a causa della fame è leggermente diminuito.
L’Asia è il continente più colpito con il 21% della sua popolazione malnutrita (515 milioni), seguita dall’Africa con il l’11,5 % (256.5 milioni) e dall’America Latina e Caraibi con 39 milioni.

«Siamo preoccupati perché (la situazione) non sta migliorando, sta solo peggiorando», ha detto Cindy Holleman, economista senior per la sicurezza alimentare e l’alimentazione alla FAO, evidenziando che l’aumento delle variazioni di temperatura, le intense e irregolari piogge e le stagioni sempre più mutevoli, condizionano la disponibilità e la qualità del cibo. «Ecco perché stiamo dicendo che dobbiamo agire ora», ha aggiunto la redattrice del rapporto.

L’anno scorso, quasi 124 milioni di persone in 51 paesi hanno affrontato livelli critici di fame, a causa di guerre e disastri climatici. Molte nazioni alle prese con conflitti prolungati, tra cui Yemen, Somalia, Sud Sudan e Afghanistan, hanno anche sofferto di forti shock climatici, come l’alternanza di siccità e inondazioni.

Lunedì, l’organizzazione Save the Children ha avvertito che 600.000 bambini in zone di guerra potrebbero morire di fame estrema entro la fine di quest’anno a causa di carenze di finanziamento e perché le parti in guerra bloccano le forniture, impedendo ai carichi di raggiungere le persone che ne hanno bisogno.

Il rapporto fa notare anche che nel frattempo, 672 milioni di adulti – più di uno su otto – sono obesi, 72 milioni in più rispetto ai 600 milioni del 2014. Un fenomeno che registra una tendenza al rialzo in Nord America, ma anche in Africa e in Asia, dove denutrizione e obesità coesistono. (FAO / WTO)