Crisi politica in Lesotho
Dopo il tentativo di colpo di stato di fine agosto da parte dell'esercito, in Lesotho (enclave del Sudafrica) si pensa alle elezioni anticipate che si terranno in febbraio. Il clima resta turbolento.

Il Lesotho si è incamminato sulla strada delle elezioni generali, che, salvo colpi di scena, si terranno il prossimo febbraio. L’annuncio è stato dato dal vicepresidente sudafricano, Cyril Ramaphosa, che ha l’incarico di mediatore della Comunità di sviluppo dell’Africa australe (Sadc).
Il paese, infatti sta vivendo una relativa calma dopo gli scontri di potere che hanno visto le diverse fazioni del governo di transizione contendersi la guida delle forze armate e di polizia. Un conflitto che è sfociato in un tentativo di colpo di stato da parte dell’esercito. All’origine dell’azione cruenta, rientrata in poche ore, la decisione da parte del primo ministro Thomas Thabane di rimuovere dai vertici delle forze armate il generale Kamoli, sostituendolo con il generale Mahao, più vicino al governo. Una sostituzione che non ha fatto altro che acuire le tensioni tra esercito, che sostiene il vice primo ministro Mothetjoa Metsing, e la polizia fedele a Thabane.
Nel paese, enorme enclave del Sudafrica, nonostante il rientrato colpo di stato, permane l’incertezza politica e istituzionale. «Le elezioni generali si terranno verso la fine di febbraio 2015 e la data sarà determinata da sua maestà il Re Letsie III», ha precisato Ramaphosa durante la sua terza visita in Lesotho nel quadro degli sforzi regionali per aiutare il paese a trovare una soluzione pacifica ai conflitti attuali. «Le elezioni», ha spiegato, «sono essenziali per il ritorno della stabilità».
Il Parlamento del Lesotho si riunirà il 17 ottobre e sarà sciolto in dicembre per avviare le procedure per le elezioni generali. I due uomini che si contendono il potere avevano dato vita a una coalizione di governo talmente traballante da indurre il primo ministro Thabane a sospendere le attività del parlamento per impedire un voto di sfiducia nei confronti del governo. Dopo la sua fuga in Sudafrica, il primo ministro ha fatto ritorno nel paese nel mese di settembre, grazie agli sforzi della Sadc che, tra l’altro, gli ha lanciato, il 15 settembre, un ultimatum perché riprendano le attività del parlamento immediatamente così da poter aprire la via verso elezioni anticipate per mettere fine alla crisi politica e istituzionale nella quale è piombato l’enclave sudafricano.

Nella foto la piccola capitale del Lesotho, Maseru, a 1600 metri sul livello del mare.