Un terremoto rade al suolo la capitale
Potrebbero ammontare a mezzo milione le vittime del gravissimo terremoto di grado 7 della scala Richter, che si è abbattuto martedì sera ad Haiti. La forte scossa, insieme allo sciame sismico che è seguito, ha di fatto raso al suolo la capitale.

C’è chi stima possano essere mezzo milione le vittime del terribile terremoto che ha praticamente raso al suolo, circa 36 ore fa, la capitale di Haiti, Port au Prince. Lo ha detto il senatore haitiano Youri Latortue, che basa la sua stima sui danni provocati dal terremoto. In precedenza il premier Jean-Max Bellerive aveva parlato di oltre centomila morti.

Sono intanto scattati i soccorsi della comunità internazionale, Stati Uniti in testa. Sono già arrivati nell’isola – la più povera di tutta l’america Latina, un pezzo di Africa nel mar dei caraibi – aerei americani, francesi e italiani con materiale sanitario.
Le autorità della confinante Repubblica Dominicana hanno decretato la massima allerta lungo i diversi posti di frontiera con Haiti, da dove temono l’arrivo di un’ondata di sopravvissuti in fuga. Haiti non c’è più.

Crollati decine di palazzi , tra cui un ospedale, edifici governativi e la sede dell’Onu. Il corpo senza vita di monsignor Serge Miot, arcivescovo della capitale, è stato ritrovato sotto le macerie dell’arcivescovado. Mentre è ancora dato per disperso il vicario generale, monsignor Benoit. Tra i morti anche il capo della missione di pace delle Nazioni Unite, Hedi Hannabi, rimasto ucciso, insieme a tutti coloro che si trovavano all’interno dell’edificio. Anche il Palazzo presidenziale risulta danneggiato. Secondo le testimonianze rese, nella città ci sono cadaveri in tutte le strade.

Port au Prince

Il vice presidente dell’agenzia cinese per il soccorso ha riferito che otto caschi blu dell’Onu di nazionalità cinese sono morti sepolti sotto le macerie , mentre altri 10 peacekeepers di Pechino risultano dispersi. Deceduti anche tre militari giordani che partecipavano alla forza di pace ad Haiti, mentre altri 21 sono rimasti feriti.

L’isola, che conta 9 milioni di abitanti, è un’ex colonia francese e la più antica repubblica nera del mondo, fondata da schiavi liberati dopo una rivolta che portò all’indipendenza nel 1804. Haiti è il paese più povero delle Americhe. Più di metà della popolazione vive con meno di un dollaro al giorno e il 78% con meno di due dollari. Le infrastrutture del paese sono vicine al collasso totale e una grave deforestazione ha lasciato solo il 2% di copertura boschiva.

Dopo decenni di dittatura, l’ex sacerdote cattolico Jean-Bertrand Aristide divenne il primo leader eletto democraticamente ad Haiti nel 1990. Deposto da un colpo di stato militare nel 1991, si reinsediò nel 1994 con l’appoggio degli Stati Uniti. Nel 2004 il paese cadde nuovamente sotto le violenze dei militari, che costrinsero Aristide all’esilio. Haiti è guidata dal presidente René Préval dal maggio 2006 quando il Paese è tornato ad un governo costituzionale.

Per approfondimenti:

“Speranze Tradite” – da Nigrizia giugno 2008