L'ACCOGLIENZA PROMESSA – DOSSIER APRILE 2017

È il terzo dossier, in meno di 12 mesi, che Nigrizia dedica al tema dell’immigrazione. Nell’era della didascalia e del didascalico potrebbe apparire una scelta ridondante. Ripetitiva. Sarebbe un giudizio affrettato e superficiale.

È il terzo dossier, in meno di 12 mesi, che Nigrizia dedica al tema dell’immigrazione. Nell’era della didascalia e del didascalico potrebbe apparire una scelta ridondante. Ripetitiva. Sarebbe un giudizio affrettato e superficiale. Non solo perché lo spostamento di milioni di persone e i problemi legati alla loro accoglienza rappresentano “il” tema di questa stagione umana e politica. Ma basta aver la pazienza di scorrere le pagine della rivista per scoprire come i tre dossier affrontino l’argomento da tre angolature diverse, anche se con un unico filo conduttore. Con un’unica visione politica. Che potremmo chiamare la “politica del ponte levatoio”.

Nel giugno 2016, abbiamo cercato di raccontare le buone pratiche dell’accoglienza che partono dal basso, da storie comuni di possibili convivenze. Di italiani – brava gente – che creano opportunità. Di strutture pubbliche che funzionano, lontane dai clamori di scandali e inefficienze. A ottobre, siamo partiti per scoprire qual è la risposta delle realtà ecclesiali all’appello di papa Francesco di aprire le porte di chiese, conventi, santuari, strutture religiose ai bisogni dei richiedenti asilo. Scoprendo mondi inattesi di condivisione.

Oggi lo sguardo si rivolge da un’altra parte ancora. Si sofferma sugli stessi migranti. Su quelle comunità della diaspora che dovrebbero rappresentare, anche loro, uno strumento per una possibile e più efficace integrazione. Lo spunto ce l’ha dato l’esperienza di una piccola realtà del foggiano, Casa Sankara, a pochi km dal ghetto di Rignano. Vicina fisicamente, ma lontana anni luce da quell’inferno privo di diritti e dignità, bruciato ai primi di marzo.

Casa Sankara è nata dall’idea di due senegalesi che non hanno atteso un liberatore. Si sono messi in gioco costruendo uno spazio di accoglienza per stranieri. Forte è la loro convinzione che l’uomo deve farsi buon fabbro del proprio destino.

Dal racconto della loro storia, abbiamo intrapreso così un viaggio nel mondo dell’associazionismo migrante e del loro impegno quotidiano. La stessa legislazione nazionale sull’immigrazione, già nel 1998, individuava nelle associazioni degli immigrati dei soggetti per garantire la rappresentanza degli interessi e la realizzazione di interventi di integrazione. Cos’è rimasto di quell’auspicio? Quali politiche concrete sono state attuate per trasformarlo in realtà? E in che modo le diaspore si sono messe in gioco? Quanta energia e quali progetti hanno speso su questo fronte? Quali ostacoli si trovano da superare? Il dossier cerca di rispondere, almeno in parte, ad alcuni di questi interrogativi. (Giba)

Foto: Roberto d’Agostino

Leggi l’intero dossier e gli altri articoli di approfondimento e analisi.
Abbonati alla nuova edizione della rivista mensile, cartacea o digitale!

Copyright 2021 © Nigrizia - Tutti i diritti sono riservati