World Social Forum 2007
La delegazione italiana al World Social Forum presentata da Flavio Lotti, direttore del Coordinamento Nazionale Enti Locali per la pace e i diritti umani.

Come si sta organizzando l’Italia rispetto al Forum di Nairobi?
 
Ormai siamo vicini all’inizio. Stiamo lavorando con tre obbiettivi: sollecitare un’ampia partecipazione da parte degli italiani, costruire un nostro programma di iniziative –stiamo quindi discutendo cosa fare e soprattutto come collaborare con la sezione africana del Social Forum- ed organizzare la partecipazione e l’attenzione da parte dei media italiani. Per questo si svolgerà a Roma, il 14 dicembre, «Diamo voce all’Africa», un incontro nazionale rivolto a giornalisti ed operatori radiotelevisivi con cui si vuole proporre una riflessione sullo spazio troppo limitato che i nostri mezzi di comunicazione riservano all’Africa ed alle sue problematiche. Rinnoveremo quindi l’invito a recarsi a Nairobi per dare voce a questo continente. Tra pochi giorni aprirà inoltre un nuovo sito, http://www.nairobi2007.it/, per pubblicizzare il Forum. Durante la manifestazione i media saranno invitati a contribuire all’aggiornamento costante di questo sito, in modo da permettere a chi non potrà essere presente di seguire comunque l’iniziativa.
 
Com’è composta la delegazione italiana e cosa proporrete durante il Forum?
 
Per ora si tratta di 150-200 persone, tra esponenti di associazioni, rappresentanti degli enti locali, degli immigrati e giornalisti. Appena arrivati ci sarà un incontro con la gente del posto, «Ti presento Nairobi», per un primo contatto con la realtà locale. Incontreremo inoltre gli altri organizzatori del Forum Sociale Mondiale, in particolar modo il comitato africano. Vogliamo poi proporre alcuni dibattiti: «Informazione e Africa», dove rifletteremo su come i media trattano questa parte del mondo, «I conflitti in Africa» e le possibili soluzioni, «L’Italia e l’Europa viste da Nairobi», per discutere dei nostri rapporti con la realtà africana, «Riprendiamoci l’Onu», un incontro sull’Onu e le proposte per ridargli forza e creatività. Parteciperemo inoltre alla marcia per i diritti umani organizzata da Padre Moschetti, che partirà dalla baraccopoli di Korogocho per arrivare ad Uhuru Park, occasione per lanciare anche la prossima marcia Perugia-Assisi. 
Per noi è importante soprattutto che le nostre iniziative si svolgano in collaborazione con i promotori africani: a metà dicembre ci incontreremo con loro per definire il programma definitivo del Forum, ed organizzeremo insieme gli incontri dalle tematiche simili.
 
Con che spirito vi state avvicinando a questo Social Forum?
 
C’è un po’ di preoccupazione per il carico di problemi organizzativi che la sezione africana sta cercando di risolvere, ostacolata dalla scarsità dei fondi a disposizione; la realtà che andremo ad incontrare è sicuramente complicata. D’altra parte ci sono grande gioia e fiducia per la realizzazione di questo evento, che riporterà la società civile africana al centro dell’attenzione. Si prospetta un mese di lavoro molto intenso per tutti.