Rapporto Acnur
Quattro milioni di bambini rifugiati non frequentano la scuola. Un aumento di mezzo milione in un solo anno. Lo dice un rapporto dell’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati. La comunità internazionale deve mobilitarsi.

Il rapporto Turn the Tide: Refugee Education in Crisis evidenzia come, nonostante gli sforzi dei governi, dell’Acnur (Alto commissariato delle nazioni Unite per i rifugiati) e dei suoi partner, l’iscrizione dei bambini rifugiati a scuola non riesca a tenere il passo con la crescente popolazione di rifugiati. Secondo i dati aggiornati a fine 2017, ci sono oltre 25,4 milioni di rifugiati nel mondo (68,5 milioni sono i migranti forzati nel loro insieme: rifugiati, sfollati interni e richiedenti asilo), di cui 19,9 milioni sotto il mandato dell’Acnur. Il 52%, sono minori e tra questi 7,4 milioni in età scolare. Per Filippo Grandi dell’Acnur «l’istruzione è un modo per aiutare i bambini a guarire, ma è anche la chiave per ricostruire il loro paese. Senza istruzione, il futuro di questi bambini e delle loro comunità sarà irrimediabilmente danneggiato. Servono investimenti urgenti».

Vediamo qualche dato specifico. Solo il 61% dei bambini rifugiati frequenta la scuola primaria, rispetto al 92% dei bambini nel mondo. Con l’età, il divario aumenta. Quasi due terzi dei bambini rifugiati che frequentano la scuola elementare non continuano gli studi. In totale, il 23% dei bambini rifugiati frequenta la scuola secondaria, rispetto all’84% dei bambini su scala globale. Per quanto riguarda l’istruzione superiore, la situazione è particolarmente critica: se nel mondo l’iscrizione scolastica a tale livello è pari al 37%, nel caso dei rifugiati la percentuale scende all’1%.

Il rapporto invita i paesi che accolgono bambini rifugiati ad iscriverli nei sistemi scolastici nazionali, con programmi di studio adeguati, per tutta la scuola primaria e secondaria, affinché possano ottenere un titolo valido per proseguire gli studi universitari o per intraprendere un percorso di formazione professionale superiore.

L’Acnur ricorda anche che i paesi in via di sviluppo ospitano il 92% dei rifugiati in età scolare a livello globale e necessitano di un maggiore sostegno finanziario da parte della comunità internazionale.