Eventi previsti in tutta Italia. A Roma una manifestazione nazionale il 10 giugno.
Una campagna nazionale contro gli accordi tra Italia e Libia, che prevedono il respingimento dei migranti nelle careri libiche. E una manifestazione nazionale proprio in occasione della visita del leader libico Muammar Gheddafi, dal 9 all’11 giugno. Nigrizia aderisce ad entrambe.

Per rispondere alla visita di Gheddafi in Italia avevamo un lanciato un appello di mobilitazione nazionale, per dire no ai respingimenti e al Trattato Italia-Libia. La risposta è stata altissima. Dal 10 al 20 giugno, la rete spontanea nata intorno a “Fortress Europe“, a “Come un uomo sulla terra” e all’associazione Asinitas Onlus, è riuscita ad organizzare 55 eventi in 35 città italiane per dire “Io non respingo”. Maroni prenda nota. È il benvenuto che una parte sana dell’Italia riserva alla visita del dittatore libico Gheddafi. Manifestazioni, presìdi, dibattiti e proiezioni del film. Da Cagliari a Milano, da Agrigento a Varese. Conosciamo quale destino attende gli emigranti e i rifugiati respinti al largo di Lampedusa e imprigionati in Libia. E non possiamo rimanere indifferenti.

A coronamento di tutto ciò, abbiamo indetto una grande manifestazione il 10 giugno a Roma in Piazza Farnese. A partire dalle 18:00, proprio nelle stesse ore in cui Gheddafi sarà ricevuto dal premier a Palazzo Chigi. Alterneremo reading di testimonianze sulla Libia a poesie, intermezzi musicali a momenti di informazione e di riflessione. Ci saranno Ascanio Celestini, Andrea Satta, il coro multietnico Casilino 23, Moni Ovadia, Andrea Pandolfo, Monserrat, Igiaba Scego, gli studenti della scuola di italiano Asinitas e altri scrittori, giornalisti, e attori teatrali. Fortress Europe mostrerà al pubblico le foto scattate nei campi libici. Sempre in piazza Farnese, alle 21.00 proietteremo all’aperto il documentario “Come un uomo sulla terra”, con la presenza degli autori. All’iniziativa ha aderito Amnesty International – sezione italiana.

Il sit-in e la raccolta delle firme per la petizione sulla Libia, inizieranno a partire dalle 16:00, con un’iniziativa promossa dalle scuole di italiano Asinitas Onlus, Associazione Comboniana Servizio Emigranti, Insensinverso, Cotrad Didattica Teatro, Focus Casa dei Diritti Sociali, Di 28 ce n’è 1.

Questa e-mail arriverà a 30.000 persone in tutta Italia. Chiediamo ad ognuno di voi di partecipare numerosi a queste giornate di mobilitazione, nate in modo spontaneo da una ricca rete di associazioni e individui che resistono quotidianamente all’imbarbarimento della civiltà giuridica e umana di questo paese.

La campagna IO NON RESPINGO è promossa da Fortress Europe, dall’associazione Asinitas Onlus, dagli autori di “Come un uomo sulla terra” (Andrea Segre, Riccardo Biadene e Dagmawi Yimer). Per aderire alla campagna: gabriele_delgrande@yahoo.it

Per maggiori informazioni:
Il sito di come un uomo sulla terra
Tutte le iniziative in Italia
Il kit informativo su sbarchi e Libia da distribuire nelle piazze

Dall’archivio di Nigrizia:
La denuncia di un “documentario invisibile”, 7 novembre 2008

L’appello di Amnesty International: “L’Italia non collabori con la Libia”

“Donne contro” Gheddafi 

“Siamo donne italiane, di vari paesi europei e africani estremamente preoccupate e scandalizzate per le politiche che il suo Paese, con la complicità dell’Italia e dell’Unione europea, sta attuando nei confronti delle donne e degli uomini di origine africana e non, attualmente presenti in Libia, con l’intenzione di rimanervi per un lavoro o semplicemente di transitarvi per raggiungere l’Europa”

Inizia così la lettera che un gruppo di intellettuali e scrittrici italiane hanno inviato al leader libico Gheddafi alla vigilia del suo arrivo in Italia; tra le firmatarie Gabriella Ghermandi, Judith Revel, Igiaba Scego e l’atrofisica Margherita Hack. Il testo della lettera non lascia spazio a fraintendimenti. È un chiaro attacco alle politiche della Libia, sostenute dall’Unione europea e in prima linea dall’Italia: “Siamo a conoscenza dei continui rastrellamenti, delle deportazioni delle e dei migranti attraverso container blindati verso le frontiere Sud del suo paese, delle violenze, della ‘vendita’ di uomini e donne ai trafficanti, della complicità della sua polizia nel permettere o nell’impedire il transito delle e dei migranti. Ma soprattutto siamo a conoscenza degli innumerevoli campi di concentramento, a volte di lavoro forzato, alcuni finanziati dall’Italia, in cui donne e uomini subiscono violenze di ogni tipo, per mesi, a volte addirittura per anni, prima di subire la deportazione o di essere rilasciati. Alcune di noi quei campi li hanno conosciuti e, giunte in Italia, li hanno testimoniati”.

Per questo motivo le firmatarie non parteciperanno all’incontro organizzato dal Ministro per le Pari Opportunità Mara Carfagna tra Gheddafi e una rappresentanza di 700 donne che appartengono al mondo della politica, della cultura e dell’imprenditoria italiana, incontro espressamente chiesto dal leader libico. Il documento, inviato in copia anche ai rappresentanti del governo italiano e dell’Unione europea, raccoglie inoltre alcune dure testimonianze di violenze e soprusi, vissute in prima persona.

Ma le responsabilità non sono solo libiche: “Siamo consapevoli, anche, che Lei e il suo Paese non siete gli unici responsabili di tali politiche dal momento che gli accordi da Lei sottoscritti con il governo italiano prevedono ingenti finanziamenti da parte dell’Italia affinché esse continuino ad attuarsi e si inaspriscano nei prossimi mesi e anni in modo da bloccare gli arrivi dei migranti sulle coste italiane”, continua infatti la lettera. Ce n’è anche per l’Unione europea, perché “attraverso le sue massime cariche, si è espressa in diverse occasioni a favore di una maggiore collaborazione con il suo Paese (la Libia) per fermare le migrazioni verso l’Europa”.

Il documento si conclude con la richiesta che “ogni donna, ogni uomo, ogni bambino, venga considerato un essere umano e rispettato in quanto tale. Finché tale condizione non verrà considerata da Lei né dalle autorità italiane ed europee noi continueremo a contestare e a combattere le politiche dell’Italia, della Libia e dell’Unione europea” che violano i principi del rispetto umano.