Israele pronta ad espellere migliaia di richiedenti asilo etiopi
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Avviata una campagna di arresti in seguito alla revoca della protezione. Le organizzazioni per i diritti umani esprimono preoccupazione per le loro sorti
Israele pronta ad espellere migliaia di richiedenti asilo etiopi
23 Marzo 2026
Articolo di Redazione
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Il governo israeliano la settimana scorsa ha cominciato ad arrestare migranti etiopi richiedenti asilo e intende avviare un programma di deportazione di migliaia di loro a partire da aprile. A denunciarlo è il sito informativo Middle East Eye che riprende quanto riportato dal quotidiano israeliano Haaretz.

La decisione intende porre in atto da parte dell’Autorità per la popolazione e l’immigrazione un decreto del governo del gennaio 2024 che prevedeva la deportazione a partire dal 17 aprile di quell’anno.

Nel novembre 2021, nel contesto della guerra tra le forze federali di Addis Abeba e il Fronte di liberazione popolare del Tigray (TPLF), durata dal 2020 al 2022, il governo israeliano aveva concesso lo status di protezione agli etiopi emigrati nel paese.  

Tuttavia, nel gennaio 2024, l’allora ministro degli Interni Moshe Arbel revocò la protezione, affermando che la situazione in Etiopia si era stabilizzata. Nel dicembre 2025, l’Alta Corte israeliana ha confermato la decisione, respingendo il ricorso presentato da varie organizzazioni per i diritti umani: Hotline for Refugees and Migrants, HIAS Israel e ASSAF (Associazione per rifugiati e richiedenti asilo).

«Privati dello status di protezione di gruppo, ai migranti etiopi non è permesso lavorare nel paese» ha dichiarato Gilad Palombo, funzionario dell’ASSAF. E ha aggiunto che decine di persone sono state finora arrestate.

Secondo Palombo sono circa 8mila i cittadini etiopi destinati per ora all’espulsione, circa 1.000 dei quali originari della regione del Tigray. Molti immigrati sono definiti “infiltrati”, il termine legale utilizzato per coloro che sono entrati nel paese in modo irregolare.

Palombo ha espresso preoccupazione per le loro sorti, dato che in vaste zone dell’Etiopia sono in corso tuttora combattimenti e crisi umanitarie e alimentari, sottolineando che la regione del Tigray rimane al presente “molto pericolosa”, con rischi particolari segnalati in particolare per donne e bambini.

Middle East Eye cita i dati delle Nazioni Unite secondo cui almeno 3,3 milioni di persone in Etiopia erano sfollate internamente a metà del 2025, con una continua instabilità in regioni come il Tigray, l’Amhara, l’Oromia e il Benishangul-Gumuz.

Riguardo a Israele, secondo l’ASSAF sono circa 72mila i richiedenti asilo oggi presenti da vari paesi, la maggior parte dei quali, per l’appunto, con lo status di “gruppo protetto”. A molti cittadini etiopi, tuttavia, tale protezione è stata tolta, il che li rende vulnerabili alla detenzione e all’espulsione.

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