Verso il voto di novembre
Sventato ieri a Kinshasa (Rd Congo) il tentativo di un gruppo di civili armati di assaltare la residenza del presidente. Fonti governative parlano di 6 morti e di 10 feriti. Pessimo clima politico.

“Una domenica pomeriggio movimentata”. “Un tentativo di colpo di stato”. Con due sottolineature piuttosto diverse, due giornali di Kinshasa – L’Observateur e Le Potentiel – hanno titolato stamane i rispettivi articoli, versione on line.

I fatti, forniti dalla presidenza della repubblica, sono questi: nel primo pomeriggio di ieri, 27 febbraio, un gruppo di civili armati di tutto punto hanno tentato di penetrare nella residenza del presidente Joseph Kabila (39 anni, nella foto), situata a Gombe, quartiere residenziale della capitale Kinshasa. Sono stati fermati dagli uomini della Guardia repubblicana. Il bilancio dice di sei morti tra gli assalitori e di una decina di feriti. Lo scontro sarebbe durato nemmeno mezz’ora. Non è stato detto se il presidente fosse o meno nella residenza.

Sia il prudente L’Observateur che l’esplicito Le Potentiel, concordano su un punto: va fatto chiarezza sui responsabili il più presto possibile e, soprattutto, in Rd Congo l’alternanza di governo si realizza con il voto e non con il fucile. Il 2011 è infatti un anno elettorale. A novembre si terranno le politiche e le presidenziali che dovrebbero dare continuità ad un processo di democratizzazione, avviato nel 2003 dopo la fine della guerra civile e proseguito con le elezioni generali del 2006. Un processo democratico sostenuto fortemente dalla comunità internazionale, eppure erto di ostacoli specie nelle aree del nord-est del paese.

Oggi si è tenuta una riunione tra il presidente Kabila e i responsabili della sicurezza. Ancora non è stata resa nota l’identità dei responsabili dell’attacco.

Negli ultimi tempi, tra i fatti che certo non hanno contribuito a rasserenare il clima politico va ricordato il voto parlamentare del 15 gennaio, che ha approvato a stragrande maggioranza la revisione della legge elettorale introducendo il voto a turno unico per l’elezione del presidente. Su 504 parlamentari presenti solo 8 hanno votato contro e 11 si sono astenuti. Il presidente Kabila ha giustificato il passaggio al turno unico con l’impossibilità finanziaria per il paese di organizzare un voto a due turni…

Altre modifiche della costituzione consentiranno inoltre al prossimo presidente (cioè con ogni probabilità a Kabila) di destituire i governatori delle varie province, di sciogliere le assemblee provinciali e di indire referendum.