Kenya / Cambiamenti climatici

Secondo le dichiarazioni dell’autorità governativa competente, la National Drought Management Authority, 2,6 milioni di keniani soffrono la fame per la prolungata siccità che interessa le zone aride e semi-aride del paese. Secondo il ministro competente, Eugene Wamalwa, 23 contee su 47 ne sono in diversa misura colpite.

Nella penultima rilevazione, lo scorso maggio, le persone che soffrono di una grave carenza di cibo erano 1,6 milioni, un milione meno di adesso.

L’incremento così rapido delle persone a rischio è un fattore di grandissima preoccupazione per il governo del Kenya che ha organizzato un centro per il coordinamento degli interventi di soccorso, il Drought Command Centre. È anche stato deciso un continuo monitoraggio del regime delle precipitazioni, in particolare nella prossima stagione delle piogge che tradizionalmente cade tra ottobre e dicembre.

La serietà della situazione è segnalata anche dagli interventi di supporto della comunità internazionale. La Commissione europea ha deciso di comprendere il Kenya tra i quattro paesi della regione beneficiari di un intervento di emergenza del valore complessivo di 55,9 milioni di dollari. A Nairobi ne sono destinati 3,3 milioni.

Anche la Cina ha donato in questi giorni 30mila sacchi di riso, ricevuti con una cerimonia ufficiale dal ministro competente, Eugene Wamalwa.

I keniani, però, cominciano a segnalare il loro disappunto per l’emergenza carestia che si ripete nel paese quasi ogni anno. In occasione della donazione cinese, usando i social media e in particolare Twitter, hanno accusato il governo di non aver sviluppato politiche di supporto per le regioni aride e semiaride. Hanno anche chiesto che venga controllato il riso donato, memori dei numerosi scandali per derrate alimentari non adatte al consumo umano dibattuti sui media nei mesi scorsi. (Africanews)