Kenya / Libertà di stampa violata

Il Kenya ha approvato una nuova legge che punisce la diffusione delle cosiddette “fake news”. La normativa, che riguarda in particolare i crimini informatici, criminalizza anche l’“abuso” dei social media e il cyberbullismo, imponendo una multa di 50.000 dollari e il carcere fino a due anni per la pubblicazione di notizie false.

Il presidente Kenyatta ha dichiarato che la nuova legge fornisce una base legale per perseguire i crimini informatici, tra cui la pedopornografia, la frode informatica e il furto di identità. La normativa criminalizza anche “interferenze non autorizzate” con un sistema informatico, con multe fino a 100.000 dollari o cinque anni di carcere, se minacciano la sicurezza nazionale o si traducono in perdite finanziarie.

I critici delle leggi sulle “fake news” varate di recente in Kenya, Uganda e Tanzania, sostengono che abbiano in realtà lo scopo di diffamare i media indipendenti e censurare informazioni o commenti sgraditi sul web.

A marzo, diversi parlamentari kenyani si erano lamentati del cyberbullismo. Alcuni avevano dichiarato di aver ricevuto foto di nudo non richieste, mentre altri avevano affermato che i loro nomi erano stati utilizzati per aprire falsi account sui social media. Sempre a marzo, otto noti editorialisti del gruppo editoriale Nation Media Group, si erano dimessi, denunciando interferenze del governo e attacchi alla libertà di stampa.

Prima dell’approvazione della normativa, il Comitato per la protezione dei giornalisti aveva sollecitato il presidente Uhuru Kenyatta a rinviare il disegno di legge in parlamento, per rimuovere le clausole che violano la libertà di stampa e la libertà di espressione.

L’organismo per la tutela dell’informazione afferma che parte della legge criminalizza l’accesso non autorizzato e la condivisione di dati governativi, eliminando la garanzia di anonimato e la protezione delle fonti giornalistiche, e potrebbe essere sfruttata dalle autorità statali per ridurre la libertà dei media. (BBC)