Kenya / Italia

Il ministro delle Finanze keniano Henry Rotich (nella foto) e il suo vice Kamau Thugge sono stati arrestati ieri per sospetta corruzione legata alla costruzione di due dighe, appaltate a società italiane.

Le accuse derivano da un’inchiesta sull’uso improprio di fondi nei progetti di realizzo delle due dighe di Arror e Kimwarer, nel nord del paese, affidate alla società di costruzioni italiana CMC di Ravenna – in amministrazione controllata in Italia -, la stessa che ha anche l’appalto (in consorzio con un’azienda egiziana) per la costruzione di due centrali idroelettriche in Burundi.

In totale, ieri, il procuratore nazionale Noordin Hadjj ha spiccato 28 mandati di arresto, tra cui quello del direttore della CMC, Paolo Porcelli, a capo anche dei gruppi JV CMC Itinera Italy e JV CMC Itinera Kenya. In manette sono finiti anche alcuni dirigenti della Kerio Valley Development Authority e l’Ispettore generale dello Stato, oltre ad altri funzionari del ministero del Tesoro e delle commissioni preposte agli appalti.

Su Rotich e il suo vice pesano otto capi d’accusa, tra cui associazione a delinquere per frode, violazione intenzionale delle procedure, abuso d’ufficio, cattiva condotta finanziaria e acquisto fraudolento di beni pubblici. Secondo le accuse l’appalto dato alla CMC di Ravenna è stato truccato, con l’aggravante che gli attori sapevano che la società era in grosse difficoltà finanziarie in Italia e che il progetto era stato presentato quattro anni dopo la scadenza.
Il contratto sarebbe inoltre stato volutamente gonfiato per una cifra che si avvicina ai 17 miliardi di scellini keniani (circa 150 milioni di euro).

Il costo previsto per la costruzione delle due dighe è di 46 miliardi di scellini (446 milioni di dollari), ma il Tesoro ha invece ottenuto un prestito di 63 miliardi, aumentando inutilmente il già gravoso debito pubblico del Kenya, che rappresenta circa il 55% del Pil.

I procuratori kenyani hanno chiesto aiuto alle autorità britanniche e italiane e sulla vicenda potrebbero essere aperti fascicoli d’inchiesta anche nel nostro paese. (Reuters)

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