Kenya / Alluvioni

Sarebbero ormai 47 i morti accertati del disastro provocato dalla rottura di una diga per l’irrigazione – conosciuta come ‘Patel dam’ dal nome del proprietario, un investitore di origine indiana – avvenuto giovedì sera nella località di Solai, nella contea di Nakuru. 

Il bilancio del disastro, non ancora definitivo, è così drammatico anche perché l’ondata di acqua e fango si è riversata sui due villaggi ai piedi della collina dove si trovava l’invaso all’ora di cena, sorprendendo la popolazione nelle case. Secondo le dichiarazioni del governatore di Nakuru, Lee Kinyanjui, sarebbero 450 le abitazioni spazzate via, dunque parecchie centinaia le persone in vario modo colpite dall’incidente.

L’acqua dell’invaso doveva servire per l’irrigazione di un’azienda agricola che si estende su 3.500 acri e produce principalmente rose che vengono esportate in Olanda e Germania. L’irrigazione delle piantagioni è assicurata da alcuni invasi artificiali, formati da dighe in terra battuta, come quella collassata giovedì sera. Ora sono in atto accertamenti per verificarne la stabilità e i permessi di costruzione. Molte sono le domande che dovranno trovare risposta. Alcune dovranno essere date dal proprietario dell’azienda, molte dalle autorità cui compete rilasciare i permessi e verificare la sicurezza di questo genere di strutture, e anche da chi ha rilasciato le autorizzazioni per la costruzione di abitazioni a valle. (Reuters / The Standard)