Kenya / Siccità

Nel nord del Kenya devastato dalla siccità, continua lo scontro tra i pastori seminomadi locali e i proprietari di sconfinate tenute in cui l’attività principale è molto spesso la protezione dell’ambiente e della fauna selvatica, strettamente legata al turismo di lusso. Negli scontri, recentemente, è stato ucciso un cittadino inglese, Tristan Voorspuy.

L’ultima tenuta ad essere invasa ed attaccata è stata quella di Kuki Gallman, nota scrittrice e attivista per la protezione ambientale nata a Treviso, ma cittadina keniana ormai da molti anni. Nell’attacco è stato incendiato il Mukutan Retreat, resort ben noto agli appassionati di safari e di letteratura africana.

La tenuta si trova nella contea di Laikipia, interessata ormai da mesi da una forte instabilità a causa delle migrazioni di centinaia di migliaia di capi di bestiame alla ricerca di pascoli ed acqua, accompagnati da pastori pesantemente armati. Nel caso della tenuta di Kuki Gallman, gli attaccanti proverrebbero dalla contea limitrofa di Baringo, teatro di violenti scontri su base etnica – in cui hanno perso la vita decina di persone –  tra i Pokot, i diversi clan Maasai e Kalengin. Gli scontri sono scatenati dalla siccità e dalle tensioni dovute alla campagna elettorale, infuocata già da tempo, anche se le elezioni, programmate per l’inizio di agosto, sono ancora lontane.

Secondo le dichiarazioni di Sveva Gallman, figlia di Kuki, l’attacco sarebbe una ritorsione contro le operazioni di esercito e polizia nella zona, decise dal governo per confiscare le armi detenute illegalmente, con lo scopo di controllare la grave instabilità che mette in gioco la sicurezza nelle contee della fascia settentrionale del paese, e in particolare in quelle di Laikipia e di Baringo.
Molti analisti osservano che questi attacchi avranno ripercussioni negative sul turismo, uno dei settori portanti dell’economia del Kenya. (Kenyans)

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