Kenya / Rifugiati

Il governo del Kenya ha sbloccato 10 milioni di dollari nel quadro del progetto di chiudere il campo profughi di Dadaab, il più grande al mondo, perché ritenuto il “santuario” degli islamisti somali di al-Shabaab. Il più grande campo profughi al mondo, situato alla frontiera con la Somalia, accoglie circa 344mila persone, di cui 328mila somali, secondo l’Alto commissariato per i rifugiati dell’Onu (Unhcr).

Il Kenya, già settimana scorsa, aveva annunciato di non poter più sostenere l’accoglienza di nuovi profughi nel suo territorio e di voler chiudere i due principali campi profughi del paese, quello di Dadaab e Kakuma, nel nord-est del Kenya, decisione avversata dalle organizzazioni internazionali.

Il ministro dell’Interno, Joseph Nkaissery, in una dichiarazione ufficiale alla stampa, ha detto che per “ragioni di sicurezza nazionale e per la sicurezza dei kenyani in un contesto di attività terroristiche e criminali, il governo a cominciato le operazioni di chiusura del campo profughi di Dadaab”, aggiungendo che per queste operazioni sono stati sbloccati 10 milioni di dollari.

“I rifugiati – ha proseguito il ministro degli Interni – saranno rimpatriati nei loro paesi di origine o in un paese terzo dove intendono installarsi”. Il governo del Kenya intende completare le operazioni di chiusura entro il maggio del 2017. Nairobi ha istituito un task force che gestira il piano di chiusura dei campi e “presenterà un calendario in base alle risorse necessarie”, come annunciato dallo stesso Nkaissery.

Per il ministro Nkaissery, Dadaab “è stato infiltrato ed è diventato un santuario di al-Shabaab, che utilizza il campo per pianificare attacchi contro le istituzioni del Kenya e i suoi cittadini”, facendo riferimento, in modo esplicito, agli attacchi terroristici al centro commerciale Westgate di Nairobi nel settembre 2013 (67 morti) e all’università di Garissa nell’aprile del 2015 (148 morti). Il governo kenyano, tuttavia, non ha mai fornito le prove che i due attacchi terroristici fossero stati pianificati nel campo profughi di Dadaab.

L’Alto commissariato dei rifugiati dell’Onu e molte organizzazioni non governative che operano all’interno del campo, denunciano la decisione del governo di Nairobi, sottolineando che il rimpatrio forzato dei rifugiati e’ contrario alle convenzioni internazionali. (Agi / Reuters)