Kenya

Un rapporto pubblicato all’inizio di luglio da Human Rights Watch (Hrw) accusa le forze di polizia del Kenya di aver compiuto uccisioni extragiudiziali di almeno due decine di giovani uomini e ragazzi nelle baraccopoli della capitale Nairobi, nell’ultimo anno.

L’organizzazione per i diritti umani ha documentato 21 casi dall’agosto 2018, ma il numero reale delle vittime è probabilmente maggiore. «Abbiamo sentito parlare di molti altri morti», ha affermato il ricercatore capo dell’organizzazione Otsieno Namwaya. Molti raccontano che «la polizia avrebbe fatto irruzione nelle case di notte, costringendo le vittime a inginocchiarsi per poi sparare loro».

Le forze di polizia negano che i loro ufficiali abbiano commesso tali crimini, ma non hanno mai condotto alcuna indagine, afferma Namwaya. «La legge kenyana richiede che qualsiasi omicidio da parte della polizia debba essere seguito da un’inchiesta, specialmente se le circostanze della morte sono discutibili», ha detto. «Ma la polizia non ha mai avviato alcuna indagine».

Il coordinatore del Mathare Social Justice Center, Kennedy Kyungu negli ultimi sette anni ha documentato decine di uccisioni extragiudiziali di giovani tra i 13 e i 27 anni negli insediamenti informali.

La polizia keniana è la terza peggiore al mondo, secondo il World Internal Security and Police Index, pubblicato nel 2017, anno nel quale Hrw denunciava molti crimini sessuali, commessi da uomini in uniforme nelle baraccopoli di Nairobi e nelle città occidentali di Kisumu e Bungoma, durante il periodo elettorale.

Nel giugno 2018 la coalizione Social Justice Network, chiedeva al governo di investigare per la morte di 12 giovani uomini disarmati, per mano della polizia nello slum di Dandora, alla periferia orientale di Nairobi. (Voice of America)