Il primo ministro Raila Odinga minaccia la crisi di governo
Aumenta il rischio di nuove violenze, mentre si fa sempre più pressante la crisi alimentare nel paese. Vacilla anche il governo di unità nazionale, mentre le armi sono distribuite tra la popolazione.

“La stragrande maggioranza dei nostri dirigenti mostra una palese insensibilità alle esigenze del nostro popolo. Essi perseguono i propri interessi egoistici, alimentando in tal modo l’avidità e la corruzione. Delle merci e della ricchezza che appartengono a pieno diritto ai cittadini se ne appropriano indebitamente con arroganza”. È la denuncia dei vescovi del Kenya di fronte all’aggravarsi di situazione politica e sociale sempre più instabile. Sembra agitarsi lo spettro di nuove violenze nel paese, dopo quelle che hanno portato alla nascita del governo di unità nazionale, lo scorso febbraio 2008. Mentre il primo ministro Raila Odinga minaccia la crisi di governo, continuano le violazioni dei diritti umani e gli abusi delle forze di sicurezza.
Lo scorso 5 marzo è stato infatti ucciso da ignoti, a Nairobi, Paul Oulo e Oscar Kamau King’ara, fondatore e direttore esecutivo della Oscar Foundation, un’organizzazione per i diritti civili che aveva denunciato gli abusi della polizia, incluse centinaia di esecuzioni extragiudiziali.
Penuria di cibo, siccità e speculazioni sui prezzi dei generi primari non fanno che alimentare le violenze mentre aggravare la crisi politica: nel solo mese di dicembre 2008 i prezzi degli alimentari sono saliti del 37,5%, mentre 10 milioni di persone rischiano di morire di fame. Intanto le milizie armate non diminuiscono, mentre le armi leggere sono distribuite nelle periferie. A rivelarlo è Luigi Anataloni, missionario della Consolata, direttore del magazine The Seed.

(L’intervista, realizzata da Michela Trevisan, è tratta dal programma radiofonico Focus)

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