Kenya / Elezioni 2017

Complimentandosi con l’opposizione – la National super alliance (Nasa) – per aver scelto il ricorso alla Corte Suprema contro l’esito delle elezioni presidenziali dell’8 agosto scorso, i vescovi del Kenya si dicono però particolarmente preoccupati ora per le minacce avanzate dalla stessa coalizione, di boicottare la nuova chiamata alle urne, fissata al 17 ottobre.

Allo stesso modo la conferenza episcopale richiama il partito del presidente uscente Uhuru Kenyatta, la cui vittoria è stata annullata dal verdetto della Corte. “Abbiamo visto – si legge in un comunicato diffuso oggi – leaders del Jubelee agire come portavoce della Commissione Elettorale Indipendente (IECB). Queste azioni infangano l’autorità e l’indipendenza della commissione stessa”. I vescovi cattolici invitano tutti gli schieramenti politici a sostenere l’operato della IECB e a “smettere di attaccare le istituzioni che hanno la responsabilità di gestire le elezioni”.

Il richiamo allo “spirito di saggezza” è diretto a tutti, anche perché, fanno notare, “anche con le migliori intenzioni”, non c’è tempo per modificare le cose da qui al 17 ottobre, ed è dunque meglio per tutti “imparare ad avere modi amichevoli e mezzi per registrare le nostre rimostranze e risolvere le nostre sfide nel tempo rimasto”. L’invito dei vescovi è diretto al Nasa che pone come condizione per tornare al voto la sostituzione di 6 membri chiave della commissione elettorale e l’individuazione di una nuova ditta per la stampa delle schede.  

Nel confermare la propria disponibilità come membri del Mediation Panel of the Religius Leaders (Gruppo di mediazione dei leaders religiosi) all’interno del Multi-Sectoral Forum, i vescovi kenyani si appellano anche alla stessa IECB affinché sia “altamente consultativa e trasparente nella preparazione delle prossime elezioni”, assicurandosi che tutte “le essenziali riforme e operazioni amministrative, procedurali e operative, siano svolte nel pieno rispetto delle leggi costituzionali ed elettorali come stabilito dalla Corte Suprema”. (Redazione)