Kenya / Trasporti

Il presidente keniano Uhuru Kenyatta ha inaugurato nei giorni scorsi il tratto ferroviario che unisce Nairobi a Naivasha, importante località, anche turistica, nella Rift Valley. Il progetto, finanziato e realizzato dalla Cina, ha un costo di 1,5 miliardi di dollari. È il secondo tratto della ferrovia che dovrebbe connettere il porto di Mombasa con il confine ugandese. Il primo, da Mombasa a Nairobi, costato 3,2 miliardi di dollari, è stato inaugurato nel 2017.

L’opera fa parte della cosiddetta “nuova via della seta” (One belt, one road) che ha l’obiettivo di migliorare la rete di comunicazione terrestre e marittima tra la Cina, gli altri paesi dell’Asia, l’Europa e l’Africa. Ma, a causa di ritardi e problemi gestionali e finanziari, in aprile Pechino ha negato i finanziamenti per il terzo tratto, da Naivasha a Malaba, sul confine ugandese, del valore di 3,7 miliardi di dollari. Perciò Nairobi ha deciso di riabilitare la vecchia linea ferroviaria coloniale, con uno stanziamento di 210 milioni di dollari, e con una funzionalità che sarà ben diversa.

La ferrovia, il progetto immagine del governo Kenyatta, ha come primo obiettivo quello di facilitare lo spostamento delle merci da e per il porto di Mombasa, ma, per ora, è sottoutilizzata e in grave deficit. I trasportatori preferiscono ancora muoversi su strada nonostante il traffico spesso caotico, soprattutto nelle vicinanze di Nairobi. Il trasporto di un container su gomma, dicono, costa 800 dollari, mentre il prezzo su rotaia é di 1.100 dollari circa, soprattutto perché mancano infrastrutture di stoccaggio in prossimità della ferrovia.

È in grave ritardo anche la costruzione di un parco industriale e di un porto terrestre, proprio a Naivasha, con l’obiettivo di incentivare l’import ed export di materie prime e la produzione industriale, offrendo supporti logistici, sgravi fiscali e sconti sulle tariffe energetiche.

Lo sforzo per migliorare le infrastrutture, in particolare quelle viabilistiche, ben visibile negli ultimi anni nel paese, ha gonfiato enormemente il debito pubblico che si attesta ora al 55% del Pil. Era al 41% nel 2013, quando Kenyatta iniziò il suo primo mandato presidenziale. (Reuters)

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