Lunedì mattina è incominciato il programma di demolizione di una parte dello slum di Kibera, periferia di Nairobi che accoglie circa 400mila persone, di cui 30mila si trovano ora senza casa.

Gli abitanti sono stati svegliati dai rumori delle macchine demolitrici, pronte ad abbattere parte della baraccopoli dopo due sole settimane di preavviso. Il programma per la demolizione e la costruzione di una nuova strada che colleghi Ngong Road alle aree di Kiungu Karumba e Langata non era una notizia inaspettata, ma le autorità avevano promesso di avvisare in tempo gli abitanti e di fornire un’alternativa valida alle famiglie sul dove andare ad abitare.

Precedentemente l’agenzia governativa Kenya Urban Roads Authority (KURA) si era trovata in contrasto con alcuni gruppi a difesa dei diritti degli abitanti, i quali si erano battuti per evitare che le persone venissero sfrattate fino a quando il piano di nuovo insediamento non fosse stato attuato. Il Direttore esecutivo del Kenya, H. Irungu, ha dichiarato che «la demolizione antecedente al completamento del Resettlement Action Plan tradisce la fiducia pubblica e viola la legge», ma l’agenzia KURA non risponde direttamente, commentando di essere al lavoro per riallocare le persone. (VoA / Reuters)