Kenya

Il governo kenyano ha iniziato questo mese un programma di demolizioni di edifici abusivi costruiti lungo il fiume Nairobi. I primi a cadere sono stati un centro commerciale, una stazione di servizio, un bar e altri stabili pericolanti.
Le autorità ambientali sostengono che gli edifici fossero costruiti senza permesso del governo e che abbiano causato inquinamento, blocchi e inondazioni del corso d’acqua che attraversa la capitale. Tanti proprietari però, sostengono che i permessi in loro possesso dimostrerebbero che gli edifici fossero costruiti legalmente. «Il governo ha demolito un edificio che lo stesso governo ci aveva dato i permessi per costruire», ha detto uno di loro.

In risposta alle proteste, la portavoce del presidente Uhuru Kenyatta, Kanze Dena, ha fatto notare che tali permessi non hanno forza legale, perché ottenuti in modo illegale, grazie alla corruzione diffusa. Kanze ha aggiunto che nessun edificio può essere costruito lungo la riva del fiume.

L’avvio delle demolizioni è stato applaudito da molti a Nairobi, città di oltre 4 milioni di abitanti, che da tempo vedevano palazzi, centri commerciali e persino piscine, “spuntare” lungo il fiume.

Wangari Maathai, attivista ambientale e prima donna africana a vincere il premio Nobel per la pace, aveva cercato invano di fermare tale abusivismo. «È positivo che le demolizioni siano cominciate ed è un peccato che ci sia voluto così tanto tempo», ha detto John Githongo, veterano della lotta anti-corruzione, riferendosi ai tentativi falliti del passato di fermare le costruzione illegali. Githongo ha aggiunto che l’unico problema è la natura casuale delle demolizioni, realizzate con poco o nessun preavviso per i proprietari.

Non è chiaro quanti edifici siano coinvolti nel programma di abbattimenti. (Reuters)