Kenya / Censimento

È iniziato sabato il sesto censimento della popolazione e delle abitazioni del Kenya dall’indipendenza del paese. Il conteggio dovrebbe terminare il 31 agosto, sempre che le operazioni non debbano essere prolungate per problemi dovuti alla lunghezza delle interviste. Nel primo giorno, si sono infatti verificati ritardi sia nella raccolta che nella trasmissione dei dati che vengono registrati con l’uso di tablet.

Per il censimento che, si stima, coprirà almeno 12 milioni di famiglie e costerà attorno ai 18,5 miliardi di scellini (circa 179 milioni di dollari), lavorano 165mila funzionari disseminati in tutto il paese. Secondo i dati dell’ufficio statistico governativo, la popolazione del paese sarebbe stata di 47,8 milioni alla fine del 2018. I dati del censimento saranno disponibili tre mesi dopo la fine delle operazioni.

Quello in corso è il primo censimento dopo la proclamazione della nuova costituzione. È anche il primo in Africa, e forse nel mondo, che riconosce l’esistenza delle persone intersessuali, cioè che non si definiscono né come maschi né come femmine. La terza casella relativa al sesso è frutto di una legge approvata recentemente che salvaguarda i diritti di questi cittadini. È anche la prima volta che le operazioni si avvalgono della tecnologia informatica fin dall’inizio del processo.

Il censimento mira a utilizzare in modo più equo e appropriato le risorse del paese, in un momento in cui è aumentata in modo significativo la pressione per la fornitura dei servizi di base, come l’assistenza sanitaria, l’abitazione e l’educazione. Tale pressione è tra le cause dell’indebitamento del paese, che ha raggiunto lo scorso giugno la cifra di 5,81 trilioni di scellini, essendo aumentato del 16% rispetto all’anno precedente. (Bloomberg)