Kenya / Somalia

La Corte Suprema del Kenya ha annullato ieri la disposizione emanata dal governo per la chiusura del campo profughi di Dadaab (il più grande al mondo), forzando i rifugiati – in maggioranza somali – a rientrare nel loro paese.
Il giudice John Mativo ha stabilito che il piano di chiusura del campo vìola gli obblighi internazionali del Kenya – e in particolare la Convenzione delle Nazioni Unite sui rifugiati – e rappresenta “un atto di persecuzione di gruppo, illegale e discriminatoria, dunque incostituzionale”. Nella sentenza si legge che la chiusura di Dadaab è stata ordinata senza l’adeguata consultazione delle persone interessate dalla decisione, in violazione del diritto costituzionale di giudizio equo.

Nato nel 1991, Dadaab è divenuto luogo di dimora per circa 280.000 persone, la stragrande maggioranza somali fuggiti attraverso il vicino confine o nati all’interno della struttura. Il governo ha deciso unilateralmente di chiudere il campo nel maggio scorso, sostenendo che fosse diventato zona d’addestramento per gruppi affiliati al movimento jihadista somalo al-Shabaab. I rimpatri sono già cominciati e dovrebbero concludersi entro maggio 2017, secondo stime del governo. A supporto della sentenza di ieri le denunce lanciate nei mesi scorsi dall’organizzazione per i diritti umani Human Rights Watch e dal Consiglio norvegese dei rifugiati

Ci si aspetta che la procura di Stato impugni nei prossimi giorni la sentenza, che blocca anche la decisione del governo di sciogliere il Dipartimento per gli affari dei rifugiati. (Global Times)

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