Kenya / Elezioni 2017

Almeno 37 persone, tra cui tre bambini, sono state uccise dalle forze di polizia in Kenya durante i tre giorni di proteste che seguirono l’annuncio dei risultati delle elezioni presidenziali dell’8 agosto, in seguito annullati dalla Corte Suprema.

La denuncia è contenuta nel rapporto dal titolo “Mirage at Dusk” (Miraggio al crepuscolo), diffuso ieri dalla Commissione nazionale per i diritti umani (Kenya national commission on human rights), secondo il quale alcune delle vittime sono state uccise da “poliziotti che utilizzano proiettili veri” (non di gomma) e altre da agenti che “picchiavano usando delle mazze”. Tra i morti c’è anche una bambina di sei mesi “picchiata da agenti di sicurezza armati mentre era in braccio alla madre nella contea di Kisumu”. Secondo Jadidah Waruhiu, un membro dell’organizzazione umanitaria, inoltre, il numero di vittime potrebbe essere anche maggiore, perché molte persone hanno paura di parlare degli abusi di polizia.

Quasi tutte le uccisioni sono avvenute nelle roccaforti dell’opposizione, le baraccopoli della capitale – Mathare, Dandora e Kibera – e la parte occidentale del paese, in particolare Kisumu.

I contenuti del rapporto sono stati contestati ieri dal portavoce del ministero dell’Interno kenyano, Mwenda Njoka, secondo il quale le morti che “potrebbero essere direttamente connesse alle rivolte sono meno di 10”.

Le proteste sono state innescate dall’annuncio della commissione elettorale che il presidente in carica, Uhuru Kenyatta, aveva ottenuto un secondo mandato, battendo il leader dell’opposizione, Raila Odinga. Solo dopo il ricorso di quest’ultimo al massimo tribunale, la Corte Suprema ha potuto riscontrare irregolarità nel voto elettronico, annullandolo. La nuova votazione dovrebbe svolgersi il 26 ottobre prossimo, ma la tensione è ancora alta in tutto il paese.

Ieri la polizia è intervenuta con gas lacrimogeni e sparando in aria per disperdere una serie di manifestazioni dell’opposizione. A Nairobi ci sono stati tre feriti gravi quando centinaia di persone hanno marciato per raggiungere la sede della Commissione elettorale (IEBC) protestando contro una proposta di modifica della legge – avanzata dal presidente Kenyatta – che renderebbe più difficile per la Corte Suprema annullare un’elezione.

La polizia è intervenuta con i lacrimogeni anche a Kisumu, roccaforte dell’opposizione, mentre una terza marcia di protesta nella città costiera di Mombasa, si è svolta in modo pacifico.

L’alleanza delle opposizioni che sostiene la candidatura di Odinga minaccia di boicottare il voto se non saranno cambiati alcuni membri della IEBC, accusati di non essere sopra le parti. (Voice of America / Al Jazeera / Reuters)