Kenya / Elezioni 2017

La coalizione delle opposizioni in Kenya (Nasa), ha annunciato ieri che farà ricorso alla Corte Suprema contro i risultati delle elezioni generali dell’8 agosto scorso che, per quanto riguarda la corsa alla presidenza, hanno sancito la rielezione per un secondo mandato di Uhuru Kenyatta.
In una conferenza stampa ieri a Nairobi, il leader sconfitto Raila Odinga ha lanciato anche una campagna di “disobbedienza civile”. “Questo è solo l’inizio” ha detto il politico, già sconfitto da Kenyatta nel 2013. “Non accetteremo e continuiamo – ha precisato – faremo veglie, momenti di silenzio, batteremo i tamburi e faremo tutto il possibile per attirare l’attenzione su queste macroscopiche ingiustizie elettorali”.

Odinga sostiene che i risultati delle elezioni siano stati modificati a favore di Kenyatta. La Commissione elettorale del Kenia ha ammesso che c’è stato un tentativo di hackeraggio del sistema elettronico, ma è fallito e gli osservatori hanno affermato di non avere riscontrato segni di interferenza con il voto.

Il clima resta ancora teso nella capitale. L’istituto governativo di controllo sulle forze di sicurezza – Independent police oversight authority (Ipoa) – ha annunciato ieri l’apertura di un’inchiesta sulla uccisione di Stephanie Moraa, di 8 anni e della piccola Samantha Pendo, di appena sei mesi, entrambe decedute durante le repressioni della polizia seguite all’annuncio dei risultati del voto, l’11 agosto. I genitori di Samantha hanno detto che era addormentata nelle braccia di sua madre quando è stata colpita da un lacrimogeno e picchiata dalla polizia che ha invaso la loro casa, nella città occidentale di Kisumu, in cerca di manifestanti. Stephanie è stata invece colpita da un proiettile sparato dalla polizia per disperse i manifestanti nella baraccopoli di Mathare, a Nairobi. Non è chiaro se Ipoa stia investigando anche sulla morte dello studente di 18 anni Silus Lebo. I testimoni hanno detto che è stato estratto da sotto il letto, trascinato in strada e picchiato dalla polizia. Silus è morto il giorno successivo.
In tutto almeno 24 persone hanno perso la vita durante le proteste scoppiate anche nello slum di Kibera, roccaforte dell’ODM, il partito di Odinga. Amnesty International ha denunciato l’uso spropositato della forza da parte della polizia nel sedare le sommosse.

Intanto, ieri, il ministro degli Interni, Fred Matiangi, ha bloccato il tentativo di de-registrare la Commissione keniana per i diritti umani (Khrc) e Africa centre for open governance (AfriCog), due autorevoli gruppi della società civile che hanno monitorato le elezioni e denunciato anomalie nel voto. Matiangi ha dichiarato che sarà istituita una commissione per esaminare le affermazioni delle due organizzazioni, ordinando di non intraprendere azioni contro i due gruppi per i prossimi 90 giorni. (News 24 / Reuters)