Kenya

Raila Odinga, leader della coalizione di opposizione NASA e candidato alla presidenza nelle scorse elezioni, ha giurato come presidente del popolo ieri pomeriggio, davanti ad una folla di sostenitori affluiti all’Uhuru Park, nel centro di Nairobi. Odinga era solo. Gli altri tre leader della coalizione – Kalonzo Musyoka, Musalia Mudawadi, Moses Wetang’ula – non hanno partecipato alla cerimonia, scatenando ipotesi diverse e contrapposte sulla loro assenza. La decisione sarebbe stata presa durante un ultimo meeting, tenuto ieri mattina in un albergo della capitale. L’ipotesi più accreditata è quella di una spaccatura della coalizione sull’opportunità della cerimonia di giuramento. Ma c’è anche chi sostiene che si sia trattato di una misura dettata da prudenza. Odinga ha dichiarato che la ragione sarà resa pubblica nei prossimi giorni.

La giornata è stata segnata da diversi avvenimenti.

Nelle prime ore del mattino, a Karen, alle porte di Nairobi, è stata attaccata la residenza del vice di Odinga alla testa della coalizione, Kalonzo Musyoka, il quale ha detto che, inoltre, erano state richiamate dalle autorità competenti le sue guardie del corpo e dunque non gli era garantita nessuna protezione.

Il governo, dopo aver sostenuto che non avrebbe permesso l’uso di Uhuru Park per la cerimonia, ha richiamato, senza nessuna spiegazione, tutte le forze di sicurezza che ne impedivano l’accesso. In breve una folla di sostenitori dell’opposizione, provenienti da tutto il paese, ha affollato il parco. La manifestazione si è svolta senza incidenti, ma i keniani non hanno potuto sapere cosa stava succedendo. Attorno alle 10 del mattino sono state oscurate tutte le principali radio e televisioni; nel pomeriggio sono state bloccate anche le principali piattaforme informatiche attraverso cui era possibile accedere ad informazioni live.

Nel tardo pomeriggio il ministro degli Interni, Fred Matiang’I, ha diffuso un decreto che mette fuorilegge il movimento popolare voluto dall’opposizione, il National Resistance Movement (NRM), cosa che permetterebbe l’arresto dei suoi leader e militanti. Il governo aveva dichiarato che il giuramento di Odinga come presidente del popolo sarebbe stato considerato come un atto di tradimento. L’opposizione aveva risposto pubblicando un dettagliato rapporto sui risultati delle votazioni dell’8 agosto scorso, la cui fonte sarebbe lo stesso server della commissione elettorale, da cui risulta che Odinga sarebbe stato il vincitore, con più di 8 milioni di voti. Uhuru Kenyatta avrebbe avuto circa 7 milioni e 800 mila voti. (Redazione / The Standard)