Kenya / Elezioni 2017

I risultati – non ancora ufficiali ma finali – delle elezioni presidenziali dell’8 agosto, danno la vittoria al presidente Uhuru Kenyatta con il 54,28%, pari a 8.043.470 voti. L’oppositore Raila Odinga segue con il 44,83%, pari a 6.643.819 voti.

Con un tweet, Odinga ha reso noto ieri quanto risulta invece dai conteggi delle postazioni della sua coalizione: 53,23% per il Nasa, pari a 8.700.539 voti; 45,60% per il Jubilee, pari a 7.452.944 voti. Totale dei votanti: 16.343.850. In forza di questo, Odinga si è presentato alla conferenza stampa di ieri mattina come il vincitore. “Abbiamo raggiunto l’obiettivo”, ha dichiarato, e ha proseguito spiegando il motivo della differenza: l’hackeraggio del sistema elettronico elettorale e la mancanza del modulo 34A (Form 34A) con cui i risultati sono stati registrati e validati a livello di sezione elettorale prima, e di collegio poi. Questo modulo dovrebbe essere stato firmato dai componenti del seggio, dai rappresentanti di lista (in Kenya chiamati agenti) e da eventuali osservatori, e resi disponibili nel sistema in tempo reale. La commissione elettorale dice che sta scannerizzando ora i moduli. Il Nasa sostiene che il processo adottato è in violazione della sentenza della Corte Suprema che ha stabilito che i risultati, anche per le elezioni del presidente, devono essere dichiarati a livello di circoscrizione, e non dalla commissione elettorale centrale, che ha solo il compito di sommare i dati risultanti dai moduli sopra nominati. Su questo punto del processo elettorale ci sono stati aspri dibattiti durante la campagna elettorale, fino a quando il Nasa si è rivolto al tribunale che ha confermato la sua lettura della Costituzione e della legge elettorale. La Corte Suprema, cui la commissione aveva mandato la sentenza, ha confermato quanto detto dal tribunale.

Quanto alle prove presentate dal Nasa sull’hackeraggio del sistema, la commissione elettorale, con una dichiarazione del responsabile, Ezra Chiloba (che ha sostituito Chris Msando, trovato torturato e ucciso la settimana prima delle elezioni) ha detto: “Il nostro sistema per la gestione delle elezioni è sicuro. Non ci sono state interferenze esterne prima, durante e dopo il voto”. Ha aggiunto che, dopo un controllo “le dichiarazioni – di hackeraggio – non hanno trovato riscontri da parte nostra”. In precedenza, il presidente della commissione, Chebukati, aveva assicurato che avrebbe dichiarato i risultati ufficiali dopo la verifica delle Form 34A in originale.

Gli osservatori stranieri hanno dichiarato che le elezioni si sono svolte in modo regolare.

Ma, ancora una volta, le elezioni lasciano il Kenya profondamente diviso, mentre la credibilità delle istituzioni, da entrambe le parti, riceve un altro duro colpo. Nonostante la situazione sia ancora molto tesa, sono stati finora limitati gli episodi di violenza. Questa mattina si contavano però 4 morti – due nello slum di Mathare, a Nairobi, gli altri a Kisumu – in scontri con le forze dell’ordine, dispiegate in gran numero. (Bianca Saini) 

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