Kenya

Il nuovo presidente del Kenya che sarà eletto con il voto del 17 ottobre prossimo (dopo l’annullamento dell’esito delle elezioni tenute l’8 agosto da parte della Corte Suprema) dovrà affrontare, tra le altre priorità, anche il nodo spinoso del rimborso di un prestito sindacato di 700 milioni di dollari, tra le crescenti preoccupazioni in merito alla capacità creditizia del paese.

La scorsa settimana, l’agenzia di rating Moodys ha dichiarato che la decisione della Corte Suprema di invalidare l’elezione del presidente Uhuru Kenyatta, il mese scorso, ha rappresentato un credito negativo per il paese.

Anche se non esiste un reale rischio di inadempienza, non è ancora chiaro come il Tesoro Nazionale preveda di pagare il prestito sindacato – detto anche “finanziamento in pool”, in quanto erogato da un consorzio di banche -ottenuto nel 2015, in scadenza il mese prossimo.
La settimana scorsa il governo ha annunciato la vendita delle obbligazioni del Tesoro a due e dieci anni, prevedendo di incassare 292 milioni di dollari. La Banca centrale ha dichiarato domenica che riceverà le offerte per i titoli fino al 19 settembre e metterà all’asta i due bond il 20 settembre.

Non è chiaro se la mossa sia legata all’imminente scadenza di rimborso del prestito o alla necessità di reperire fondi per ripetere di una delle elezioni più costose dell’Africa. Le elezioni generali dell’8 agosto, infatti, sono costate ai contribuenti ben 480 milioni di dollari, 413 milioni dei quali solo per le spese della Commissione elettorale (Iebc).

I funzionari del Tesoro – fa notare il quotidiano The Standard – hanno rifiutato di parlare di questo il prestito, garantito da Citigroup, Standard Bank e Standard Chartered nel 2015, indicazione questa dell’incertezza che domina il mercato del debito del paese, su cui pesa ancora l’insoluto affare delle cosiddette “banche sporche”.

Su questo prestito il Kenya ha pagato interessi per circa 12 miliardi di dollari ogni anno. Un’analista dei mercati in anonimato, ha detto al quotidiano kenyano che probabilmente il rimborso sarà posticipato al primo trimestre del prossimo anno. Un’ipotesi che fa temere che il governo stia già negoziando una moratoria e il suo prezzo per i contribuenti.

Da quando è al potere, il governo del partito Jubelee, guidato dal presidente Uhuru Kenyatta, ha assunto tre prestiti sindacati: 700 milioni erogati da Standard Bank nell’ottobre 2015, 250 milioni di dollari ottenuti dalla Trade Development Bank e altri 500 milioni di dollari concessi da Qatar National Banca, Emirates NBD e Afriexim Bank all’inizio di quest’anno. (The Standard)

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