Conflitti latenti
Panico alle scuole di Likoni gestite dai missionari della Consolata dopo l’avviso di una bomba nel cortile. Notizia poi ridimensionata. Ma da mesi ormai le popolazioni locali vivono in situazione di allerta continua per paura di attentati di origine islamista.

Il 6 febbraio, in mattinata, era in corso a Likoni (primo luogo, infernalmente urbanizzato e inquinato, che si incontra dopo il ferry che lo congiunge alla città di Mombasa) un meeting tra vari missionari dell’ordine della Consolata, impegnati nella costa sud di Mombasa (cioè verso la Tanzania),  quando il parroco africano della primary school di Likoni ha ricevuto una telefonata dalla polizia che lo avvertiva della presenza di una bomba inesplosa, posizionata in un cortiletto chiuso della scuola.

 La scuola è stata costruita oltre 18 anni fa dal missionario padre Angelo Fantacci, oggi ultranovantenne (che partecipava alla riunione) ed accoglie circa mille alunni. Se l’ordigno, del quale non si conosceva la tipologia e la potenza, fosse esploso, i danni alle cose e, soprattutto, alle persone sarebbero stati inimmaginabili.

 La polizia sembrava investigare alla ricerca dei responsabili, ma in un’intervista al Daily Nation il referente della polizia ha per così dire “ritrattato” affermando che non si trattava di una bomba bensì di una para light, un congegno che si usa per ricercare i dispersi in mare (!).  Il parroco sembra abbia avuto, successivamente, un’altra versione dalla polizia: non di bomba si sarebbe trattato, ma di un “gioco di bambini”. Nessuno ha potuto vedere (salvo la polizia) se e cosa fosse stato collocato nella scuola (un “gioco”, un  “para light”, una bomba o che?).

Insomma, l’impressione è che la polizia stia minimizzando per evitare di ingenerare il caos con un aumento di preoccupazioni e polemiche.

 La tensione rimane comunque alta nella zona tra Mombasa e la costa sud. I fedeli per entrare nella chiesa di Likoni vengono, oramai da tempo, sottoposti a controlli con metal detector per evitare possibili attentati. Analoghi controlli avvengono, ormai routinariamente, per accedere ai supermercati di un certo rilievo e agli hotel.

 Durante le feste natalizie una granata è stata lanciata, di notte, contro un locale di Diani Beach provocando feriti e danni.

 A Mombasa, domenica scorsa, vi sono stati scontri tra la polizia (le forze speciali) e diversi musulmani (cui sono seguite decine di arresti e feriti), ciò in seguito alla provocazione di alcuni giovani islamici che avevano appeso bandiere, inneggiando al jihad. Già ieri un comunicato dell’associazione dei residenti della costa ha sconsigliato (avendo avuto segnalazione da fonti attendibili) di recarsi oggi a Mombasa per paura di rivolte.